Che io sia purificato dall’indolenza, dalla stoltezza, dall’avidità e dalla grossolanità così come la terra è resa pura quando viene filtrata con un setaccio.
Che io sia laborioso e paziente come l’elemento terra.
Indolenza
Indifferenza d’animo, inerzia, apatia, pigrizia.
Dal latino INDOLENTEM composto da IN per non e DOLENTEM participio presente di DOLEO mi dolgo, sento dolore.
Che non si duole, che non prova o non dà dolore, metaforicamente non curante e quindi negligente, pigro.
Sono dunque pigro e apatico, senza passione?
Si, da anni ormai sono così. Cinico mi definisco, senza passione, ma la mia passione è in ciò che sto scrivendo ora, nella ricerca della Verità che è dentro me stesso e quindi questa mia apatia è rivolta verso le cose del mondo e non certo verso ciò che sono.
Sono dunque stato purificato dall’indolenza? Non del tutto! Come sempre, guardando indietro, dirò sempre che potevo fare di più e quindi è forse arrivato il momento di dedicarmi completamente a questa mia ricerca interiore per raggiungere la Verità che è Dio.
Stoltezza
Mancanza d’intelligenza, perspicacia o senno.
Dal latino STULTUS e dal sanscrito STHUNA pilastro, stare fermo.
Sono dunque stolto?
Non l’avrei mai detto poiché è la stessa ricerca che sto compiendo a non farmi rimanere fermo. Tuttavia, la stoltezza può manifestarsi nel rimanere fermi nelle proprie convinzioni e su questo sicuramente posso lavorare e lavoro in effetti, poiché devo sempre cercare ulteriori significati e spiegazioni alla vita ed a me stesso. Il dubbio mi aiuta in questo, mettere tutto in dubbio, anche me stesso.
Avidità
È un desiderio intenso, smodato e incontrollabile di possedere qualcosa
Dal latino AVARUS avido di denaro e dal sanscrito AVATI amare, nel senso di amare il denaro e le ricchezze.
Sono dunque avido?
Si, la mia vita è piena di atteggiamenti relativi all’avidità. La materialità contraddistingue molte delle scelte compiute in passato e questo mi ha fatto capire che il bramare qualcosa è diretta espressione di un qualcosa da non dover avere.
Forse non ne sono pienamente ancora purificato e questo mi da modo di osservare ancora più profondamente l’animo mio.
Grossolanità
Mancanza di finezza, delicatezza o precisione
Sono dunque grossolano?
Indubbiamente si, poiché l’atteggiamento nei confronti di chi mi sta vicino si è dimostrato tale, causando sofferenza ed incomprensione nonostante le successive scuse ed ammissioni di colpe. Come risolvere questo peccato? La bellezza, bisogna ricercare la bellezza e l’armonia delle forme e dell’animo. Devo rendere più bello l’animo mio per poter dare dolcezza, delicatezza ed amore a chi mi sta vicino. Questa bellezza la posso ricercare nella lettura, nella poesia, nell’arte e nel silenzio. Riempire di queste cose la mia anima, potrà indubbiamente purificarmi dalla grossolanità.
Laborioso
Indica qualcosa che richiede grande impegno, sforzo e fatica per essere portato a termine.
Dalla radice sanscrita LABH che significa afferrare, volgere la propria volontà.
Sono laborioso?
Si, posso definirmi tale poiché il mio sguardo è rivolto al Signore. Posso migliorare ancora, poiché non sono completamente purificato dal fuoco del Logos, ma questi dirige il mio sguardo e la mia attenzione costantemente.
Paziente
Che opera con cura, con precisione e costanza.
Dal latino PATIENS ovvero colui che sopporta o che tollera le avversità con calma e rassegnazione
Sono paziente?
Si, la vita ed il lavoro mi hanno portato questa virtù che rappresenta anche una elevazione rispetto alla media del mondo profano. Forse non lo sono sempre, ma perché tratto gli altri come tratto me stesso e forse non dovrei. Dovrei essere più paziente appunto, verso chi non ha avuto la possibilità di percorrere la mia stessa strada.
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