Chi siamo noi? Cosa è il mondo?
Esiste una connessione tra ciò che è e ciò che sembra essere?
Tutto quello che noi vediamo e sentiamo è solo interpretazione della realtà e quindi apparenza o è effettivamente reale?
Siamo arrivati alla conclusione che tutto ciò che esiste, esiste di per sé ed ha una realtà intrinseca e propria che non per forza coincide con l’apparire che viene generato dall’interpretazione di tutti noi. Noi stessi, condizionati dalla perfezione o meno dei nostri sensi, siamo consapevoli del fatto che la realtà che percepiamo è comunque una nostra personale interpretazione che sicuramente non coincide con quella di un altro. Non parliamo solo della interpretazione del mondo oggettivo ed esterno che tutti noi conosciamo e nel quale interagiamo, ma anche di quel mondo interiore che è costituito dalle sensazioni, dalle emozioni, dai pensieri e dall’immaginazione. Queste, inevitabilmente, subiscono una interpretazione soggettiva che difficilmente può essere uguale a quella di un altro. Simile perlomeno, ma non uguale.
Allora siamo forse immersi in una realtà che tale non si può definire? Crediamo fermamente di sì.
Come riuscire dunque a trascendere l’apparenza per pervenire al reale?
Difficile rispondere a questa domanda, soprattutto se rimaniamo nell’idea che a percepire il reale sia qualcosa che reale non è, ovvero la personalità. Infatti, quest’ultima è costruita da mattoni composti da sensazioni, emozioni, pensieri ed immaginazione che vengono interpretati e non costituiscono quindi una base reale. La personalità è quindi apparenza e tale lo è nella misura in cui questa viene generata dall’interazione tra l’Io ed il mondo, la società e l’ambiente in cui l’Io viene posto.
Siamo consapevoli del fatto che la personalità cambia nel luogo e nel tempo, come la morale. Non si può pensare che possa essere uguale la personalità di un Io che vive in luoghi diversi e subisce interferenze e condizionamenti diversi. Diciamo che, come d’altronde lo dice la stessa parola, la personalità è una maschera con la quale l’Io si interfaccia con il mondo in cui vive, ma maschera resta e pertanto non è reale e tangibile poiché sostituibile.
Il riconoscersi nella propria personalità è quindi la parte di noi in cui bisogna agire per poter trascendere l’apparenza ed arrivare alla realtà del proprio Io, del proprio Sé.
Forse è questo che intendono le varie Organizzazioni Iniziatiche quando si parla di morte mistica, di Nigredo, di sgrossamento della pietra grezza e di crocifissione? È proprio la morte della personalità che ci permette di pervenire alla realtà che, mancando la parte razionale e interpretativa, non viene più appunto interpretata, ma recepita per quella che è.
Se la personalità muore, l’Io risorge e tutto ritorna ad essere. A quel punto non esiste più l’apparenza.
Questo lo possiamo far corrispondere all’interno ed all’esterno di noi stessi. Accogliamo il mondo per quello che è, senza alcuna interpretazione ed accogliamo noi stessi per ciò che siamo veramente, senza più riconoscerci in una identità definita da regole che non abbiamo scelto.
Dove c’è valore, c’è cura. Se desideri, puoi offrirne un frammento: aiuta questo spazio a crescere.
é stato pubblicato il primo volume di
FLORILEGIUM
Raccolta di scritti della Rivista di Studi Esoterici THEORIA
Acquistalo direttamente su AMAZON da questo link!





