Nell’ultimo articolo relativo al grado di Compagno d’Arte della Libera Muratoria, in particolar modo quella relativa al Rito Scozzese Antico ed Accettato, abbiamo parlato della Contemplazione della Verità come quello stato che l’Iniziato raggiunge dopo aver sgrossato la Pietra Grezza. Questo è indubbiamente l’obiettivo interiore più impervio che ogni uomo possa pensare di raggiungere in quel percorso che lo ha visto scegliere di perseguire la ricerca della Verità.

Ebbene, a questo profondo aspetto legato alla pratica esoterica che in questa rivista stiamo cercando da anni di promuovere affinché venga restituita al mondo, si lega quello che è un aspetto parallelo e consequenziale, ovvero quello della realizzazione.

Ma cosa si intende per realizzazione?

C.G. Jung avrebbe sicuramente parlato di individualizzazione, termine utilizzato per definire il raggiungimento dell’unione tra l’Io ed il Sé, ovvero dei due elementi che caratterizzano la personalità dell’uomo.

Ma noi che miriamo alla semplicità, seppur studiosi di psicologia e quindi dell’anima umana, partiamo dalla più semplice delle spiegazioni, ovvero quella che intende il realizzare come il “far diventare realtà”.

Già questa semplice definizione, che è stata presa dal vocabolario Treccani, fa sorgere alla mente altre domande e la prima tra queste è sicuramente la seguente:

Se realizzare significa far diventare realtà, vuol dire che la cosa che viene realizzata, prima non è reale?

Dal punto di vista iniziatico, tale domanda potrebbe portare a delle conclusioni che in qualche modo abbiamo già affrontato nell’articolo “Io non sono” e forse non discosta molto dalle nostre speculazioni già eseguite a tal proposito. Indubbiamente porta alla considerazione che, se dal punto di vista iniziatico esiste un percorso che accompagna alla realizzazione dell’uomo, è chiaro che la tradizione non intende per uomo chi non ha compiuto tale percorso.

Di fatto, quest’ultima considerazione è abbastanza chiara in quella che è la ritualità della Libera Muratoria, poiché già dall’iniziazione avviene una morte ed una rinascita, definendo quindi che è necessario far morire ciò in cui ci siamo riconosciuti fino a quel momento per dare luce a qualcosa che invece viene ritrovato nell’oscurità degli abissi più remoti dell’animo umano. Questo poi comporta la consapevolezza che, seppur presente nella ritualità, non tutti gli uomini che si apprestano ad affrontare le prove iniziatiche sono uomini liberi e di buoni costumi, aggettivo che molto probabilmente è stato aggiunto in epoca illuminista.

Premesso ciò, possiamo dunque dire che, nel grado di Compagno d’Arte, si parla di realizzazione nel senso di creare sé stessi e questo è stato definito come autopoiesi, termine composto da auto ovvero sé stesso e poiesis che significa creare.

È importante definire che il processo di realizzazione comincia già nel grado di Apprendista Libero Muratore. Infatti, il lavoro di sgrossamento della Pietra Grezza che noi già conosciamo anche dal punto di vista operativo nell’atto della meditazione, porta a togliere le asperità non solo dal punto di vista fisico e psichico, ma anche dal punto di vista della costruzione della personalità che, come abbiamo detto prima, nella sua caratteristica profana è stata già fatta morire poiché edificata su basi sociali ed ambientali e quindi relativa ai condizionamenti subiti sin dalla nascita.

Creare una nuova personalità basata invece su elementi armonici che si possono trovare grazie al lavoro iniziatico, è ciò per cui viene realizzata tutta la ritualità e l’operatività massonica.

Una volta generata la nuova personalità che, come già abbiamo espresso in precedenti articoli, dovrebbe prendere un nuovo nome, questa ha bisogno di esprimere il proprio Sé ed è per questo che nel grado di Compagno d’Arte le sette arti liberali hanno un ruolo fondamentale. È attraverso di queste che l’Iniziato esprime sé stesso ed, essendo questo nuovo Sé una forma creata secondo le leggi del Grande Architetto dell’Universo, egli diventa oltre che Contemplatore della Verità anche un poeta, inteso etimologicamente come creatore. Questa creazione avviene appunto tramite l’ausilio delle arti liberali ed ecco spiegato il perché in questo grado sarebbe opportuno l’utilizzo delle arti per compiere quel lavoro di interpretazione della Verità a cui il Compagno si deve dedicare. Un lavoro, dunque, non derivato dalla speculazione, ma dalla necessità di portare nel mondo ciò che del mondo non è, seppur sappiamo che già l’atto dell’interpretazione consegue una degenerazione della stessa Verità. Infatti, nel grado successivo, ovvero quello di Maestro Libero Muratore, avviene una ulteriore morte che comporta la resurrezione di qualcosa che trascende la personalità.

Ma qual è il simbolo della realizzazione se nella ritualità non se ne parla specificatamente?

Ovviamente la Stella Fiammeggiante!

Infatti, nel Catechismo del grado è riportato che la Stella Fiammeggiante è il simbolo dell’uomo che ritorna ad essere Figlio di Dio. Questo comporta ovviamente la completa realizzazione del proprio essere e, di conseguenza, ogni azione compiuta è di per sé sacra a sé stessa poiché eseguita alla Sua Gloria.

Queste azioni le quali non sono altro che il semplice agire dell’uomo nel mondo, vengono portate alla perfezione attraverso l’ausilio delle arti liberali ed in questo contesto il Compagno d’Arte è chiamato ad essere ed agire.

Questo significa essere Iniziato! Questo significa essere un Compagno d’Arte! Questa è la Massoneria!

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