Ultimamente, in alcuni ambiti esoterici, si è avuto modo di parlare in merito alla così detta Massoneria “Fai da Te” per la quale molti si sono espressi in modo estremamente negativo, evidenziando la non “regolarità” di talune Obbedienze italiane e Logge di San Giovanni che persistono nel voler affrontare il percorso muratorio senza l’ausilio di strutture avvalorate da patenti e bolle approvate con sigilli da parte di esponenti dell’antica aristocrazia o appartenenti a strutture così dette storiche a loro volta organizzate sempre da esponenti aristocratici.

Al fine di poter chiarire determinati punti dell’argomento, è corretto delineare prima di tutto determinati aspetti della vicenda storica della Massoneria che spesso provengono da fonti discutibili e/o da supposizioni ben allargate poi nello sviluppo del ragionamento, ma soprattutto è bene chiarire l’aspetto intimo della stessa esistenza di una tale Struttura Iniziatica che sembra aver subito influenze potenti sia nell’ambito ermetico che in quello sociale.

Moltissimi studiosi ed altrettanto molti Fratelli, spesso confondono la derivazione principiale della Massoneria, affermando che vi sia una data da considerare: 24 giugno 1717.

È ovvio e scontato che questa sia una data indubbiamente importante, ma vorrei evidenziare il fatto che si tratta esclusivamente della nascita della Gran Loggia d’Inghilterra per l’accordo trovato tra 4 Logge già esistenti.

In effetti, non vi è una data che possa definire precisamente la nascita della Massoneria per come noi la conosciamo oggi. Ci sono molti documenti che attestano l’esistenza di Logge ben più indietro nel tempo. Piuttosto, è meglio definire che questa è una Struttura che ha un principio indefinito che nel tempo è cambiato, seguendo quelle che sono le linee della storia e quindi seguendo anche una morale e delle necessità sociali relative al tempo ed allo spazio in cui questa si è evoluta, ma soprattutto acquisendo concetti, simboli ed immagini provenienti da altre realtà che ne hanno sfruttato l’organizzazione per poter trasferire determinate conoscenze.

Considerando quest’ultimo punto, viene piuttosto difficile poter dare una forma precisa all’immagine che la Massoneria è oggi poiché si capisce benissimo che questa, come tutte le altre strutture sociali, è soggetta a delle dinamiche piuttosto semplici che sono quelle di una nascita, di una organizzazione ed evoluzione e di una inevitabile degenerazione che poi, nel tempo, porta alla fine.

Chi oggi si pregia del fatto di appartenere ad una Organizzazione che ha avuto l’onore di essere avallata dal sigillo di un Re o Imperatore, da un Papa o da qualsivoglia carica sociale, deve indubbiamente fare i conti con queste precedenti affermazioni, ricordando che spesso si tralascia ciò che deve essere al centro di tali organizzazioni, ovvero l’uomo ed il suo percorso di ritorno all’Unità.

A tal proposito mi piace sempre prendere come esempio la costituzione del Rito Scozzese Antico ed Accettato e dei suoi risvolti storici.

Il R.°.S .°. A .°. A .°. per come ancora oggi viene praticato ha una data ben precisa per la propria nascita: 1786.

In questo anno benedetto, l’Imperatore Federico II di Prussia (figura 1) sembra che abbia firmato quelle che sono le Costituzioni, ma in pochi sanno che molto probabilmente non è stato nemmeno lui a firmarle poiché per niente interessato. Sembra invece che sia stato il cugino dell’Imperatore a voler mettere mano a tali Costituzioni poiché egli stesso appartenente alla Libera Muratoria.

C’è da dubitare dunque sulla effettiva validità storica di tale documento che, per quanto utile a voler dare una organizzazione al percorso delle Logge sparse per il globo terracqueo, tuttavia potrebbe mettere in imbarazzo i Fratelli che ne fanno una ragion d’onore nell’affermare la validità della propria struttura poiché segue i dettami dell’Imperatore Federico II.

È utile in tal caso ricordare a tali Fratelli che non è la firma dell’Imperatore che ha dato valore al proprio status sociale, poiché l’Iniziato alla Massoneria non ha niente a che fare proprio con questo status.

Mi fa piuttosto pensare il fatto che all’interno delle Logge Scozzesi si parli molto dello sgrossamento della Pietra Grezza, anche dando dei significati piuttosto vicini alla realtà della cosa e poi si guardi allo status sociale derivato dalla firma dell’Imperatore, come se questo dovesse donare un titolo nobiliare o cavalleresco (per come s’intende profanamente) a chi segue un percorso di conoscenza interiore.

È proprio quest’ultima affermazione che deve essere dibattuta: percorso di conoscenza interiore.

Fin quando negli Statuti Generali di una Obbedienza Massonica come quella, per esempio, di Piazza del Gesù a firma del Potentissimo Sovrano Saverio Fera, datata 1808 e pubblicata nel 1909 dove si afferma, niente di meno che all’articolo 1, che “L’Ordine dei liberi muratori appartiene alla classe degli ordini cavallereschi” è chiaro che stiamo parlando di cose abbastanza diverse.

Tale asserzione, che purtroppo è intesa solo profanamente, non solo rende sminuita la dimensione della Massoneria, ma addirittura la lega indissolubilmente ad un potere temporale con il quale non ha niente a che fare.

Un’attestazione del genere avvalora il concetto per il quale la Massoneria è una rampa di lancio per il proprio status sociale e per l’affermazione nel mondo del proprio Io attraverso l’acquisizione di un titolo che determina la propria superiorità sugli altri, concetto che invece viene assolutamente allontanato sin dalla Cerimonia di Iniziazione.

Un’attestazione del genere crea l’immagine nell’ignorante che si avvicina alla Massoneria, ma anche di chi poi viene iniziato in una Loggia, di un uomo pieno di spillette e con fasce dorate che ne caratterizzano il potere verso chi sa quale cosa o persona, quando si sa perfettamente bene che non esistono spillette in Massoneria e le decorazioni, soprattutto presenti nel Rito dal IV al XXXIII grado, servono esclusivamente a dare indizi attraverso simboli per raggiungere degli stati per i quali si perviene ad una Conoscenza di tipo esclusivamente interiore.

Cari lettori, le spillette servono per le campagne militari che indubbiamente non hanno niente a che fare con il percorso iniziatico della Massoneria. Le spillette regalate negli eventi pomposi delle varie Obbedienze massoniche (soprattutto anglosassoni), non sono un vanto da mostrare agli altri per dimostrare che si è superiori poiché si è presenti a questi eventi. Il vanto piuttosto deve essere una delle caratteristiche della personalità umana che deve essere portata, insieme al vizio, in oscure e profonde prigioni.

Pertanto, la cavalleria intesa profanamente come quella organizzazione medievale formata prevalentemente da nobili e che ha comunque un nobile scopo, non ha nulla a che fare con la Massoneria.

Di conseguenza, tutte le dimostrazioni di appartenenza a tale concetto sono un chiaro segnale di degenerazione di quello che è in verità la Libera Muratoria, ovvero e semplicemente una Organizzazione Iniziatica che, attraverso l’ausilio di riti, simboli ed allegorie, conduce l’uomo verso la Conoscenza di Sé stesso.

A tutto quanto scritto finora, si collega il concetto della “regolarità” massonica e del “riconoscimento” che si contrappone al “faidate”.

Per regolarità massonica oggi si intende il fatto che una Loggia o Obbedienza abbia una discendenza tracciabile attraverso l’ausilio di patenti e bolle che risalgono ad un principio definito come può essere quello delle Costituzioni di Federico II. Il problema principale è però che tutte queste patenti e bolle spesso sono dei falsi o comunque delle appropriazioni improprie derivate da discendenze più o meno aristocratiche di famiglie che non hanno spesso alcun interesse sull’argomento. Inoltre, si ricorda il dubbio sulla effettiva validità di tali Costituzioni che sembra non siano nemmeno state firmate dall’Imperatore.

Ma fin qui niente è legato all’aspetto iniziatico! Tutto è ancora molto burocratico e temporale!

Come si può definire la regolarità su uno schema o regolamento tracciato dall’uomo per una Organizzazione che di temporale non dovrebbe avere niente?

Si, la Massoneria non ha niente a che fare con la temporalità!

È questa in effetti la vera differenza di prospettiva tra chi vi scrive e chi cerca invece la spettacolarità ed il fenomeno.

In effetti, se dovessimo collegarci a quel Principio Primo dal quale proviene l’emanazione per la quale esiste una Struttura come la Massoneria, dovremmo ben capire che il concetto di regolarità trascende completamente l’umano, le bolle, le patenti. La regolarità non è dunque data da timbri e firme, ma dalla corretta esecuzione dei rituali che vengono tramandati nel tempo e che portano l’uomo alla Vera Conoscenza.

In tal caso, non esiste dunque la Massoneria “faidate” se non nel caso in cui chi costituisce la Loggia non abbia ricevuto alcuna Iniziazione o comunque nessuna conoscenza di tipo iniziatico.

Di conseguenza, non esiste alcun riconoscimento di fatto, poiché solo il G .°. A .°. D .°. U .°. è depositario della Verità per la quale deve essere riconosciuto un rituale e dunque una Loggia.

Cosa bisognerebbe dire allora di tutte quelle Logge presenti prima del 1717 o del 1786? Non sono forse regolari?

Cari lettori, è l’intenzione la differenza!

Se noi vediamo la Massoneria come un trampolino di lancio per l’affermazione della nostra personalità o per sfoggiare l’apparenza che contraddistingue l’uomo esteriore, purtroppo facciamo parte della degenerazione in cui questa Santa Istituzione è caduta.

Se invece vediamo nella Massoneria un mezzo attraverso il quale possiamo pervenire alla Verità, allora vi assicuro che non esisterà bolla di provenienza o patente costitutiva che tenga, poiché non è dall’uomo che bisogna essere riconosciuti o regolarizzati. Se superiamo il concetto della sciarpa e del grembiule come “status symbol” per sentirci semplicemente più fighi all’interno del gruppo, allora possiamo pervenire alla chiave di lettura dei simboli e dei riti presenti in questa Struttura e dunque proseguire il nostro percorso di Conoscenza dell’Io.

È bene ricordare che la ritualità ed i simboli presenti nella Massoneria sono un metodo per trasferire un determinato tipo di Conoscenza da parte di chi ha vissuto una esperienza, la quale lo ha portato all’unione con il divino. Oggi, la lettura di questi simboli e riti ci viene difficile poiché siamo portati dal sistema a interagire con gli altri e con noi stessi in modo alquanto distratto e superficiale, ma il lavoro di Loggia può aiutarci a trascendere la condizione odierna dell’uomo e pervenire alla chiave, pervenire al ritrovamento della Parola Perduta che gli stessi rituali della Massoneria ci indicano.

Pertanto, non è con l’affermazione del “faidate” o della “regolarità/riconoscimento” che si risolve la questione sull’effettiva validità del percorso.

Invece di sentenziare con profonda ignoranza, pensando di avere in mano una conoscenza neanche troppo ben “regolare” sulla storia di una Istituzione quale è la Massoneria, bisogna piuttosto concentrarsi sul Lavoro Interiore, sullo sgrossamento della Pietra Grezza che vi assicuro è lo stesso se compiuto in una Organizzazione dei grandi numeri come può essere il G .°. O .°. I .°. o se compiuto all’interno di una Loggia di San Giovanni che ha deciso di rimanere in disparte ed in silenzio. Anzi, vi posso assicurare per esperienza vissuta che spesso quest’ultima soluzione è più congeniale alla tipologia di lavori che dovrebbero essere eseguiti all’interno del Tempio.

Spero che questo mio articolo possa, in qualche modo, darvi la possibilità di porre il dubbio su ciò che fino ad oggi avete compiuto all’interno delle vostre Obbedienze e Logge, sempre cercando comunque di ricordarci il vero senso del nostro percorso e cercare in tutti i modi di unire ciò che è sparso, senza continuare nella divisione perenne che contraddistingue le Logge italiane, ma senza dimenticarci i principi veri che contraddistinguono la Massoneria, anche a costo di rimanere soli.

Personalmente ho compiuto una scelta forte ormai più di due anni fa, prima che il caos del COVID colpisse il mondo, ritirandomi da Obbedienze dei grandi numeri delle quali non condividevo il metodo e soprattutto la gestione. Ciò non toglie che all’interno di queste Obbedienze non vi siano Fratelli di spessore non culturale, ma spirituale che agiscono A .°. G .°. D .°. G .°. A .°. D .°. U .°. . Tuttavia, ho ritenuto dare un segnale con l’esempio e pormi non in sonno, ma in “esilio” ed in attesa che si creino le condizioni per le quali si possa costituire una Obbedienza Massonica veramente “regolare”.

Mi rendo conto della enorme difficoltà che vi sia già solo nel pensare ad una cosa del genere, ma personalmente non ho problemi di sorta poiché la Massoneria potrà un giorno anche non esistere più, ma indubbiamente il Principio Primo delle cose sarà comunque presente ed è proprio verso di questo che mi dirigo con tutta la potenza del cuore che è in me e grazie a ciò che la stessa Massoneria mi ha dato.

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