Per semplificare la lettura, ho elaborato uno schema come in seguito indicato:

  1. Mia definizione
  2. Spiegazione
  3. Esperienza personale
  4. Precedente relazione
  5. Simbolo associato nella precedente relazione
  6. Altro

Netzach

1 – È il luogo di espressione del Concetto, ma anche delle forze archetipiche. La dimensione nella quale prendono forma e si muovono.

2 – Trovandoci in una posizione dell’Albero inferiore all’Abisso, in questa dimensione agiscono le forze condizionanti con le quali il “Concetto”, che ha preso consistenza in Tiphareth, si scontra. Queste forze, qui non hanno ancora una forma che assimilano invece in Yesod, quindi possono essere concepite come uno splendore, ma di consistenza diversa rispetto al Logos divino manifestato in Tiphareth.

Trovandoci al di sopra di Malkuth, nel quale è applicata una limitazione della forma di Yesod, in Netzach non esistono limiti, quindi spazio e tempo sono infiniti.

3 – Trattandosi di uno degli aspetti dell’esperienza spirituale già identificata nella relativa parte di Chesed al punto 3, considero questa Sephirah come il luogo dell’esperienza. Quindi, quella dimensione “astrale” nella quale avviene la visione, tramite l’intelletto, delle forze agenti non più come immagini, caratteristica invece di Yesod.

Riportando il ragionamento in una fase discensionale, è quella dimensione nella quale il “Concetto” si incammina munito della lanterna dell’Intelletto per purificare l’essere dalle forze condizionanti. È quindi il luogo nel quale si attua la Volontà. In questo possiamo ritrovare il significato di Vittoria, nel senso che il Re riconquista il suo regno dopo aver combattuto i Re di Edom presenti in Netzach (le forze archetipiche/arcontiche). Volendo ritrovare una esperienza in questa spiegazione, potremmo dire che in Netzach regnano i pensieri, i quali rendono compulsiva l’attività mentale; in Tiphareth la molteplicità dei pensieri diventa invece unica.

4 – Rappresenta la durata dell’emanazione che è, appunto, eterna.

Oltre al concetto di tempo, si potrebbe considerare anche lo spazio; si tratterebbe quindi di una eternità infinita unendo lo spazio-tempo che, essendo eterni, non avrebbero possibilità di misure.

L’emanazione, dunque, si irradia nello spazio-tempo senza limiti, quindi nel tutto, diventando essa stessa la rappresentazione del tutto.

5 –

6 – Mi rendo conto che quanto espresso per questa Sephirah può sembrare di diverso genere con quanto riportato dalla Fortune. Tuttavia, il ragionamento è stato iniziato dal presupposto che Netzach significa anche “Eternità” e questa parola ha suscitato in me quanto riportato nella presente relazione.

Sicuramente ciò è derivato dalla poca conoscenza esperienziale della Sephirah nei suoi diversi aspetti.

Hod

1 – È lo splendore tramite il quale è possibile la visione intellettuale.

L’Intelletto che permette la visione delle forze che agiscono in una forma o simbolo definito e non come splendore, caratteristica questa di Chokmah.

La radianza emanata dal Concetto che si esprime in Netzach.

2 – Se Tiphareth è il pensiero concentrato, in Hod possiamo trovare la vibrazione, lo splendore, la manifestazione che si esprime oltre la forma del pensiero. Tuttavia, è una manifestazione condizionata e quindi, anche se lo splendore richiama a Kether, tuttavia è ad un livello più basso così come per Geburah che qui abbiamo definito come la “forza di Volontà” e quindi anch’essa legata a Kether.

Facendo riferimento alla definizione di “Intelletto” specifico che in questo intendo la capacità dell’uomo di vedere interiormente, quindi molto legato al nous platonico ovvero alla visione delle idee nell’Iperuranio.

3 – A livello esperienziale è legata indissolubilmente a Netzach in quanto è tramite Hod che si possono vedere le forze agenti in Netzach e che hanno una forma/immagine in Yesod.

Ponendoci al di sopra di Yesod, però potremmo presumere che in questa Sephirah non ci sia la visione di immagini antropomorfizzate o comunque formate, ma di simboli.

4 – È la radianza che viene emanata.

La manifestazione della presenza divina in luce.

Come un campo luminoso che parte da un centro e si irradia verso l’esterno.

Sarà questa Sephirah a trasmettere l’informazione a Yesod per generare, tramite l’idea della forma, la manifestazione in Malkuth.

Riceve, a sua volta, l’influenza di Geburah, Tiphareth e Netzach, che completano la sua opera.

5 –

6 – Forse perché Hod permette la visione delle forze che hanno una forma in Yesod che la Fortune identifica questa Sephirah come la Forma, in associazione alla Forza che è Netzach.

Il nome divino Elohim Tzabaoth, che riporta alla presenza di una schiera, potrebbe essere una conferma a quanto specificato in Netzach dove avviene la Vittoria sui Re di Edom, ovvero sulle forze agenti e condizionanti. Queste forze possono essere conosciute, tramite la visione intellettuale, in Hod.

Yesod

1 – È la forma del Microprosopos espresso nelle precedenti 5 Sephiroth.

2 – Relativamente all’esperienza di questa Sephirah, presumo che le immagini viste in questo livello siano da classificare come provenienti dall’inconscio e, tra l’altro, non controllate da una Volontà propria, ma lasciate libere di agire senza freni. Questa condizione è inevitabilmente negativa per chi ha intenzione di procedere in un percorso di purificazione. In quanto le immagini sono da innesco al processo logico, possono produrre stati confusionali e diventare causa di emozioni e sensazioni non piacevoli.

Tale condizione è un po’ come lo stato di sogno noto a noi tutti. Tuttavia è possibile riprodurre questo stato anche non dormendo.

3 – Visione delle immagini condizionate, compulsive.

Tali immagini sono più che altro pensieri che vengono codificati come immagine in quanto la mente umana tende sempre a dare una forma conosciuta alle forze che agiscono.

Pertanto, si diviene consapevoli di realtà superiori quali il mondo archetipico nel quale l’operatore è immerso.

4 – Posta subito prima della manifestazione nel Regno e ricettacolo di tutte le altre Sephiroth superiori, Yesod può essere interpretata come l’Idea della forma. Idea che viene generata tramite l’intervento di tutte le altre Sephiroth che rappresentano le emozioni e l’intelletto e che poi si manifesta.

Prima dell’uomo, inteso come corpo, esiste l’Idea, la struttura di base sulla quale prende forma.

Prima della parola esiste il pensiero ordinato, il concetto che si manifesta nel Logos.

Meditare su Yesod significa porsi in un piano superiore, nel piano delle idee.

5 –

6 – Quanto scritto sopra relativamente all’inconscio, è trattato dalla stessa Fortune.

A tal proposito, sarebbe interessante investigare quanto proviene dal proprio inconscio e quanto invece da quell’inconscio collettivo di cui parla la psicanalisi junghiana. Sarebbe interessante anche il trovare il modo di poter gestire tali immagini e, a quanto pare, la Fortune indica che la chiave del comando sta in Hod. Con questo presumo che, riuscendo a trovare il simbolo (caratteristica di Hod) di una determinata forza che si manifesta alla mente in una immagine in Yesod, l’operatore può, immaginando il simbolo, riuscire a richiamare la forza.

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