Per semplificare la lettura, ho elaborato uno schema come in seguito indicato:

  1. Mia definizione
  2. Spiegazione
  3. Esperienza personale
  4. Precedente relazione
  5. Simbolo associato nella precedente relazione
  6. Altro

Chesed

1 – È la prima caratteristica del concetto formato, ma non ancora espresso. La manifestazione non espressa di ciò che è l’individuo e/o il suo pensiero. Il potenziale.

2 – Trovandoci al di sotto dell’Abisso, qui rientriamo in uno stato “condizionato” dell’essere.

Pertanto credo che questa Sephirah sia da attribuire ad un pensiero condizionato in potenziale, non ancora espresso.

Il condizionamento però può avvenire in diversi modi e può anche derivare dalle precedenti Sephiroth le quali, in questo modo, fungerebbero da centro agente della Volontà sull’uomo.

Nel caso in cui, invece, il condizionamento derivi da fattori esterni o da un inconscio collettivo, la possibilità di ascesa verso regni superiori della Coscienza ci è negato e l’esperienza rimane ferma alla soglia dell’Abisso.

Lavorando per analogia, da Chesed a Yesod, quindi nella composizione del Microprosopos, abbiamo la riflessione ad un livello più basso del Logos divino espresso in Chokmah, con la differenza che, se nel Macroprosopos è manifesto e incondizionato, qui si può dire essere manifesto e condizionato.

3 – L’esperienza da associare a questa Sephirah è, secondo me, legata indissolubilmente alle altre 4 successive insieme alle quali forma un unico stato, riassunto in Tiphareth che ne costituisce il centro equilibrato e l’espressione.

In pratica è il riconoscimento, da parte dell’osservatore, di una dimensione interiore nella quale si riconosce al di là del suo corpo e delle emozioni. Qui, il pensiero è ciò nel quale ci si riconosce, ma è ancora un pensiero condizionato e non puro. Ha una forma che, nonostante non espressa, ne comporta l’avere una direzione, un verso.

Tuttavia, credo che attraverso il desiderio di conoscenza e di reintegrazione nell’Uno e tramite la pratica di esercizi di respirazione o mantra, la direzione può essere portata verso un centro e quindi il pensiero può purificarsi e oltrepassare l’Abisso.

Volendo dare un ulteriore spiegazione esperienziale, il raggiungere uno stato superiore a Yesod e riassunto nelle 4 Sephiroth superiori, significa riconoscere le forze che si esprimono nelle immagini viste nella propria mente. Chesed quindi sarebbe il potenziale non ancora espresso della forza/entità che poi si manifesta in una immagine nell’osservatore.

4 – È la prima emanazione o meglio, è l’emanazione della trinità composta da Kether, Binah e Chokmah.

La fiamma unica che costituisce l’essenziale che dovrà manifestarsi attraverso Yesod in Malkuth.

Nella sua fase prima, essendo inespressa, risulta essere opposta e complementare a Geburah e quindi indica l’Unione.

Tuttavia, la complementarità con la Forza non è precisamente esatta in quanto Chesed potrebbe “essere” anche in assenza di Geburah, con la differenza che non potrebbe compiersi.

5 – Trattandosi dell’essenza del pensiero condizionato in potenza, l’immagine che sorge è quella del Fuoco.

Questa, potrebbe essere legata al simbolo della piramide riportata dalla Fortune.

Geburah

1 – È la forza di Volontà.

Una forza centrifuga che permette l’espressione di Chesed. Lo sforzo tramite il quale viene pronunciato il concetto. La tensione verso l’espressione di ciò che è il concetto.

2 – Ho interpretato questa Sephirah, così come Hod e Netzach, più come una qualità del concetto, una caratteristica che, derivata da una Volontà, ne permette l’espressione.

Il fatto che sia l’immagine speculare di Binah, mi fa credere che possa essere legata al processo logico e quindi immagino una linea tracciata da un principio e che segue un perché logico.

Per iniziare a tracciare una linea, il disegnatore parte da un punto nel quale poggia la sua matita e, per iniziare il suo lavoro compie un atto di volontà; questo atto è uno sforzo perché permette il movimento dalla staticità del punto iniziale. Questo sforzo è Geburah.

Se considerata in fase discendente è lo sforzo per esprimere il concetto; se considerata in fase ascendente è lo sforzo/desiderio/tensione di ricongiungimento con l’unità del nostro essere che, trovandoci sotto l’Abisso, si esprime nella sua più alta concezione in Chesed.

3 – Leggi parte relativa a Chesed.

Come esperienza posso aggiungere che questa Sephirah potrebbe essere associata a quella forza necessaria a dare un indirizzo alle immagini che vengono viste interiormente o addirittura a farle scomparire o crearne.

4 – È l’intensità con la quale viene emanata l’energia, la forza d’espressione.

Deve essere in equilibrio con le altre qualità e quindi principalmente con Tiphareth con la quale forma una coppia di indicatori indispensabile per comprendere se l’emanazione è o meno “adatta” per la manifestazione.

Maggiore è Geburah e maggiore è il rischio di disgregazione dell’emanazione; per questo potrebbe essere vista come un fattore repulsivo e negativo, ma la repulsione è necessaria alla manifestazione che, senza di lei, esisterebbe solo in un punto che, anche se definito, non sarebbe comunque manifestato.

5 – Se devo pensare a qualcosa che riguarda Geburah, mi sorge questa immagine, anche se non so bene se può essere esplicativa:

6 – Il legare Geburah alla forza di Volontà possiamo ritrovarlo in ciò che la Fortune riporta riguardo al Sepher Yetzirah, quando afferma che il Quinto Sentiero rassomiglia all’Unità. Considerato che per Kether abbiamo associato la Volontà, in Geburah possiamo associare la “forza di Volontà”.

Il legame con Binah lo si trova nell’aspetto saturnio di quest’ultima. Se Binah è il divoratore dei figli, quindi dei pensieri, con Geburah possiamo trovare l’aspetto che indirizza questi pensieri alle fauci di Saturno. La forza di Volontà è infatti indispensabile per raggiungere quello stato mistico necessario per pervenire alla Conoscenza della Verità.

L’associazione con il Re guerriero e con Marte è, secondo me, da riportare al fatto che lo sforzo eseguito nel rendere espresso un concetto o comunque nel riportare determinate forze espresse in immagini ad uno stato voluto, sono una chiara espressione di una forza messa in atto che è appunto la “forza di Volontà”. Pertanto, se associo la Severità, questa non è tanto un aspetto negativo, ma necessario a riportare il giusto equilibrio nell’uomo.

Tiphareth

1 – È il concetto finalmente manifestato in una dimensione tangibile.

Il pensiero concentrato, tipico della meditazione. Il Logos che viene riportato ad un livello inferiore.

L’immagine della Volontà.

2 – Fondamentalmente è il vero risultato dell’emanazione dai Superni, avente delle caratteristiche riassunte nelle Sephiroth di Chesed, Geburah, Netzach e Hod.

È il Figlio (Chokmah) del Padre (Kether) e quindi il Padre stesso che si manifesta, passando attraverso la Madre Binah, in un universo che l’uomo definisce tangibile, comprensibile. Tuttavia, trovandosi al di sotto dell’Abisso, è condizionato oltre che manifestato, ma non ancora espresso.

Riconoscendo la propria natura, così come specificato nel punto 3, l’uomo si infiamma di un desiderio di Conoscenza che lo porterà a voler risalire la scala delle emanazioni dell’Albero per ricongiungersi con la propria origine finché diventerà egli stesso l’origine del Tutto.

3 – Leggi parte relativa a Chesed.

Volendo riassumere, potremmo dire che in Tiphareth l’uomo si riconosce come “Io” generato da un centro emanante la Volontà del quale egli è il riflesso (o il figlio).

Diventando consapevole di ciò che è, si inizierà un processo di rinnovamento della propria natura attraverso il fuoco, ovvero attraverso l’attenzione e l’osservazione costante dei propri pensieri e delle proprie emozioni, principalmente nell’aspetto archetipico che li genera, portando ordine dal caos.

Inoltre, avendo superato una volontà egoica e riconoscendosi come emanazione dell’Uno, raggiungendo quindi la conoscenza di una Volontà superiore, si perviene ad uno stato di armonia nel quale si afferma che: “Tutto è per come deve essere!”.

Facendo riferimento al punto 1, un’altra esperienza relativa a Tiphareth è l’assenza di compulsività del pensiero e la concentrazione di quest’ultimo in un’unica direzione.

4 – Esprime l’Armonia con la quale viene espressa l’energia, quella legge che può essere trovata in ogni struttura e senza la quale nulla può essere.

Questa Armonia può essere rappresentata dalla sezione aurea, sulla base della quale tutto è stato creato.

Pertanto, l’emanazione deve “sintonizzarsi” a questa legge armonica per poter esprimersi infine in Malkuth.

5 – Trattandosi di armonia, credo che una spirale aurea possa far ben comprendere il concetto:

6 – È evidente che, parlando in termini cristiani, questa Sephirah è riconducibile al Cristo messo in croce. Questo bisogna essere inteso, secondo me, come il pensiero condizionato manifestato.

La croce costituisce quindi un simbolo per rappresentare il rendere manifesto ed espresso un concetto. Il fatto che venga utilizzato il termine “sacrificato” è da intendere come un processo di manifestazione nel quale il Logos, dapprima semplice splendore, inizia a prendere una forma delimitando il proprio essere per divenire comprensibile. Questo processo, in qualche modo, può essere inteso come costrizione e quindi il dolore è associato al comprimere la propria essenza infinita in una forma finita.

Credo sia di rilevante importanza il fatto che la Fortune identifichi in Tiphareth e principalmente nella seconda triade di cui è il centro equilibratore, l’individualità in evoluzione o anima spirituale. Questo mi riporta a quanto scritto nel punto 3.

Mi discosto invece da quanto lei scritto in merito al fatto che questa triade rappresenti il Santissimo Angelo Custode in quanto credo che in Tiphareth si possa pervenire alla “conoscenza e conversazione” con Egli, ma il riconoscersi nell’Angelo e quindi in quel centro emanante la Volontà, penso debba riferirsi a Kether. Ovviamente questo è il mio attuale pensiero derivato dall’esperienza fin qui maturata, quindi soggetto a modifiche ed evoluzioni.

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