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Quante volte al giorno utilizziamo questo termine? Io.

Dieci, cento volte al giorno? O forse anche di piรน? Io, Io, Io!

Ma perchรฉ continuiamo ad utilizzare questo โ€œIoโ€? Perchรฉ proseguiamo imperterriti a mettere questa semplice parola dโ€™avanti a tutto?

Qual รจ questo bisogno di farlo? Perchรฉ? Io, Io, Io!

Osserviamoci un giorno e contiamo quante volte lo diciamo. Poi, una volta resici conto della situazione e vi assicuro che non vi piacerร , proviamo a dare una risposta a tutte le domande che ci stiamo ponendo.

Una occasione nella quale lo diciamo รจ quando vogliamo giustificarci: โ€œMa Io perchรฉโ€ฆโ€

Unโ€™altra รจ quando vogliamo atteggiarci: โ€œIo per esempio faccioโ€ฆโ€

Abbiamo una strana esigenza di tenerci al centro dellโ€™attenzione degli altri e tutto questo perchรฉ vogliamo sentirci unici, i migliori e, quando una cosa va contro di noi, allora tendiamo a giustificarci e torniamo a dire โ€œIoโ€.

Ma perchรฉ tutto questo? Guardiamoci un attimo e chiediamoci: perchรฉ continuiamo ad essere cosรฌ commiserevoli?

Se ci fate caso, sembriamo bambini alla ricerca dellโ€™approvazione del genitore.

Forse abbiamo solo bisogno di un poโ€™ dโ€™affetto e, vedendo che il nostro mondo tende a non darci questa sicurezza, lo elemosiniamo senza renderci conto che tutti siamo occupati a chiederlo allโ€™altro.

Ma allora, se tutti lo chiediamo, vuol dire che nessuno ce lโ€™ha! Se Io lo chiedo a te e tu non ce lโ€™hai perchรฉ lo chiedi a qualcun altro, allora che senso ha tutto questo strano gioco di โ€œIoโ€?

Forse nessuno ha lโ€™affetto o lโ€™approvazione da donare a noi? E se veramente fosse cosรฌ?

Forse mentiamo continuamente a noi stessi, a questo โ€œIoโ€ che chiede sempre di piรน e mentiamo continuamente anche agli altri perchรฉ non possiamo dargli quello che noi stessi non abbiamo.

O mio Dio! Cosa fa lโ€™Io, o รจ meglio definirlo Ego a questo punto, se nessuno puรฒ dargli quello che cerca?

Tensioneโ€ฆ Nevrosiโ€ฆ Depressioneโ€ฆ

รˆ proprio a questo punto che lโ€™Io/Ego desideroso di un qualcosa che non gli appartiene inizia a svanire e comincia ad affiorare quello che qualcuno chiama โ€œSรฉโ€.

Che ben venga allora la depressione se questo significa lโ€™annientamento dellโ€™Ego ed il fiorire del Sรฉ.

Forse, quando questo Sรฉ sorgerร  dentro di noi, il termine โ€œIoโ€ scomparirร  dal nostro vocabolario o perlomeno assumerร  un altro significato. Forse il NOI prenderร  il suo posto ed allora ci renderemo conto di quanto piccoli eravamo prima, quando cercavamo il โ€œbravoโ€ da parte di chi continuava a mentirci e, magari, scopriremo che tutto quello di cui abbiamo bisogno risiede dentro questo Sรฉ che dobbiamo curare come una rosa da far crescere rigogliosa.

Un Sรฉ che รจ lโ€™espressione individuale di una collettivitร  รจ forse quello al quale dobbiamo tendere?

Non lo so, sono solo domande queste e non so se le risposte possano completare una ricerca che ha un sapore di indefinito, ma non per questo dobbiamo fermarci allโ€™Io ed ai suoi strani giochi che sfruttano la sensibilitร  di un essere.

Ad ognuno di voi la propria personale risposta.

Dove cโ€™รจ valore, cโ€™รจ cura. Se desideri, puoi offrirne un frammento: aiuta questo spazio a crescere.



รฉ stato pubblicato il primo volume di

FLORILEGIUM

Raccolta di scritti della Rivista di Studi Esoterici THEORIA

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