“Le nostre ferite sono spesso le aperture nella parte migliore e più bella di noi.”
David Richo

“Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.  Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno. Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un’ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.  Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.  Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine.  Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città. Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine. Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città. Venne poi anche l’altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.  Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi. Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci. Gli risposero: Signore, ha già dieci mine!  Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.  E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me.”
(Lc 19,12-27).

Nel Vangelo di Matteo, si parla in modo analogo dei talenti, e ricorre il numero dieci. I dieci talenti. Premetto che queste sono solo riflessioni personali che desidero condividere con voi nella misura in cui ritengo possano essere d’aiuto ad acquisire una maggiore consapevolezza di noi stessi e del compito da realizzare su questo piano di esistenza.

Dunque perché sono proprio dieci monete che vengono date a dieci sevi? Perché dieci sembra essere il punto d’arrivo, una specie di totale da raggiungere per “vincere”? In effetti, dieci rappresenta l’unità stessa, quindi “totalizzare” potrebbe significare aver percorso il cammino per la propria Reintegrazione.

Ma quali sono i nostri talenti? Fin da bambini, nel migliore dei casi, siamo spinti a dare il meglio di noi stessi, ad esprimere i nostri talenti. Ma siamo pienamente consapevoli di quali sono? Li conosciamo davvero?

Forse, una mappa dei nostri talenti potrebbe essere data dalla posizione dei pianeti nel nostro tema natale che guarda caso sono proprio dieci e in modo particolare dal grado che essi occupano nei segni dello zodiaco: ogni cinque gradi è governato da un Angelo dei settantadue, e ciascuna di queste forze è espressa in modo differente a seconda del pianeta che la “interpreta” e del suo aspetto, negativo o positivo.[1]

In effetti non appena si riflette un po’ sulle forze angeliche espresse dai pianeti nella carta astrale del proprio tema natale, si ritrovano le nostre tendenze, i nostri sogni, direi anche il nostro programma di vita ma anche le forze contrarie che lo ostacolano. Infatti ciascuno dei settantadue Angeli ha la sua controparte dell’Abisso.

Una importanza particolare va data alla posizione di Mercurio, all’Angelo corrispondente e alle proprietà che identifica.

L’Angelo individuato dalla posizione di Mercurio individua la Scintilla Divina, il nucleo del Sé Superiore, che dirige il nostro destino e la nostra vita, il progetto, il compito da svolgere.[2] Mentre l’Ascendente individua la direzione verso la quale si dirige l’anima, ovvero l’Oriente. Il Sole individua l’Angelo che con le sue energie rappresenta un po’ la sintesi della persona, l’Angelo Custode.

Kabaleb, individua anche l’Angelo Emotivo e quello Mentale, che danno indicazioni su come riorientare di volta in volta le proprie emozioni ed il proprio intelletto.[3]

Ma come aiutarsi a sviluppare i propri talenti al di là delle tecniche psicologiche?

Qui posso solo riferire una mia personale esperienza, peraltro suffragata dalla testimonianza di altri: parlo del potere liberatorio dei Salmi.

Ciascuno dei settantadue Angeli o Nomi di Dio è associato ad un versetto dei Salmi. La lettura di questo versetto è usato per l’invocazione dell’Angelo, quindi quello specifico Salmo è associato all’Angelo dispensatore di determinate energie.

La mia personale esperienza è stata sempre di una vera e propria liberazione, immediata, da pensieri ossessivi o da particolari stati d’animo anche lì dove varie tecniche psicologiche non avevano effetto.

Sempre, mi è bastato anche solo leggere uno dei Salmi individuati dalla tradizione cabalistica oppure quelli indicati dall’Abate Julio nel suo famoso libro di preghiere[4] per ritrovarmi immediatamente liberato in modo duraturo da sentimenti di rabbia che non riuscivo a domare da solo per quanto ci provassi.

Allo stesso modo lo sviluppo dei propri talenti può essere sostenuto certamente dallo studio cabalistico dell’Angelo dispensatore del particolare talento e dalla recita dei salmi relativi.

Chi mi leggerà potrà fare sperienza di persona e verificare se quello che riporto corrisponde a realtà o meno.


[1]Kabaleb, Les Anges: Possibilités, capacités et pouvoirs conférés par les Anges. Astrologie et Haute Cabale, Editions Brussiere

[2] M. Denning, O.Phillips, The Foundations of High Magick, vol. 1, p. 64, Llewellyn Publisher

[3] Kabaleb & Guerashiel, La Clè d’una Npuvelle Dimension. Editions Le Phenix

[4] Abbè Julio, Grands secrets merveilleux pour aider à la guérison de toutes les maladies physiques et morales, Ed Bussiere

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