Tra tutti i momenti che caratterizzano il percorso di un Fratello all’interno di una Istituzione come la Massoneria, pochi possono eguagliare per importanza il Giuramento pronunciato durante la cerimonia di Iniziazione al Grado di Apprendista. È un momento che rappresenta non solo un rito di passaggio, un cambio di status, ma un atto carico di sacralità e di futuro impegno.
Quando l’iniziando si prepara a prestare il suo Giuramento, si trova di fronte a due momenti distinti, ma profondamente connessi tra di loro. La prima volta egli è chiamato a giurare sulla Coppa delle libagioni che terrà con la mano sinistra e ponendo la mano destra sul cuore. In questa prima fase, il recipiendario si impegna sul suo onore al silenzio sulle prove che da lì a poco tempo affronterà. Questa prima parte è di carattere puramente preparatoria. Infatti, il futuro Fratello si rivolge esclusivamente al Maestro Venerabile, il quale ha il compito di testare le intenzioni, il coraggio ed il senso di responsabilità di chi si appresta ad entrare nella propria Loggia.
Superate le tre prove, il neofita si prepara a un secondo giuramento, questa volta definitivo. Gli occhi di tutti i futuri Fratelli sono puntati su di lui; la tensione è tangibile e l’atmosfera è avvolta da una solennità particolare.
Qui, il passaggio a membro effettivo della Loggia acquista un significato ancora più profondo. È in questo preciso instante che il futuro Massone riconosce la propria responsabilità nei confronti di una tradizione millenaria, che poggia le proprie basi sui principi di verità, giustizia e solidarietà.
La ricorrenza di queste due promesse sottolinea l’importanza del percorso iniziatico stesso. Non è solo un rituale da seguire, bensì un momento di introspezione dove l’iniziando è chiamato a riflettere sul significato del legame che sta per instaurare. Pronunciare il Giuramento in piena consapevolezza è di fondamentale importanza; ogni parola, ogni frase tiene in sé un potere intrinseco che stabilisce un legame indissolubile tra il neofita e la sua nuova famiglia.
In Massoneria ed in tutte le scuole iniziatiche degne di questo nome, il Giuramento non è solo una formula da recitare, ma una promessa solenne, un atto di fede che ci impegna nel rispetto della tradizione, nell’abbracciare l’insegnamento e perpetuare i valori dell’Ordine. È la palese manifestazione di un desiderio che va oltre il singolo Fratello.
L’affermazione di un ideale condiviso, compiuto davanti a Fratelli, la cui presenza conferisce ulteriore importanza e significato alla nostra dichiarazione. In questo modo ogni Fratello diventa testimone di quell’impegno e, di conseguenza, legato agli altri Fratelli tramite un nodo d’Amore indissolubile.
Attenzione a non fare confusione tra il Giuramento iniziatico ed i vari patti ed accordi del mondo profano, sarebbe un errore imperdonabile. Questi ultimi sono di natura esclusivamente materiale, hanno una carica vibrazionale molto bassa e possono essere infranti come se nulla fosse. Ben altra cosa è il Giuramento Massonico. Esso è di natura spirituale e tale sua natura è testimoniata da un elemento in particolare, cioè che lo si pronuncia in presenza del Grande Architetto dell’Universo. Questo significa che il neofita si pone sotto l’egida di una Forza Superiore, un Principio Divino che lo sorreggerà e lo guiderà. È un’alleanza cosmica con l’Eterno e richiede umiltà e grande determinazione. Questo legame con il GADU invita il Massone a vivere secondo valori etici elevati, a cercare sempre la luce della Conoscenza e la Verità interiore.
Il giuramento dell’Apprendista rappresenta l’inizio di un lungo cammino di crescita personale e collettiva. Attraverso questo atto, il nuovo massone accede a un mondo di saggezza antica e di insegnamenti preziosi che lo accompagneranno per tutto il resto della sua vita. Le responsabilità che ne derivano non devono essere viste come un peso, ma come un onore ed un privilegio.
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