Viviamo nellโera del rumore, un’epoca in cui il caos sembra aver preso il sopravvento. La realtร che ci circonda รจ un vortice di stimoli, distrazioni e preoccupazioni. Ci troviamo costantemente bombardati da notifiche sui nostri cellulari, da immagini e suoni che saturano la nostra mente e rendono quasi impossibile trovare uno spazio per la riflessione. Questo ambiente frenetico non solo inficia la nostra attenzione, ma genera anche quella che potremmo definire una dispersione mentale.
In questo contesto, coloro che decidono di intraprendere il Cammino Iniziatico affrontano una sfida ancora piรน grande. Infatti, la prima regola che viene richiesta agli Apprendisti รจ lโosservazione del Silenzio in Loggia durante tutta la durata dellโapprendistato.
In unโepoca in cui comunicare รจ diventata una necessitร che potremmo definire vitale e in cui la parola sembra essere lโunico modo per connettersi agli altri, il Silenzio potrebbe apparire, agli occhi di chi non ha ancora dimestichezza con il mondo iniziatico, come una privazione delle proprie libertร .
Invece, nelle Societร Esoteriche, il Silenzio rappresenta un mezzo Sacro e potente, capace di favorire lโascolto profondo di sรฉ e degli altri.
Al neofita non viene chiesto di restare muto, ma di osservare un rispettoso Silenzio nellโattesa di una sua maturazione iniziatica.
Il Silenzio dellโApprendista ha una funzione riflessiva, grazie alla quale il Fratello si libera gradualmente dalle profanitร che ancora dominano il suo essere. La parola potrebbe essere fonte di distrazione, potrebbe distogliere il neofita dal lavoro di introspezione avviato nel Gabinetto di Riflessione.
Il Silenzio Iniziatico, da non confondere assolutamente con quello profano, non รจ semplicemente lโassenza di suono, ma uno stato dell’essere, una condizione interiore che permette di percepire le sfumature della propria esistenza. Nella sua essenza, il Silenzio รจ un campo fertile in cui germogliano pensieri, intuizioni e saggezza. ร in questo spazio vuoto che possiamo incontrare noi stessi, lontani dalla frenesia e dalle forzature del mondo profano.
Quando lโApprendista si immerge nel Silenzio, impara ad ascoltare non solo il proprio io interiore, ma anche le voci sottili dell’universo. Ecco che il Silenzio diventa un ponte di connessione con il Divino, un momento in cui tutto il Caos svanisce ed emerge uno stato di quiete che รจ alla base del NOSCE TE IPSUM.
L’atto di osservarsi tramite il Silenzio รจ un processo che richiede volontร , disciplina, tempo e pazienza, Virtรน non comuni nel nostro tempo.
ร un allenamento costante che non puรฒ essere confinato solamente allโinterno delle Officine, ma che bisogna praticare anche fuori dal Tempio, nella nostra vita quotidiana.
Il raggiungimento del vero Silenzio interiore esige perรฒ una preparazione non indifferente. Non รจ sufficiente smettere di parlare; รจ necessario immergersi in una sorta di meditazione attiva, dove lโattenzione si concentra sullโarte dellโascolto.
Proprio la meditazione, pratica ormai quasi in disuso allโinterno delle Logge e che invece dovrebbe ritornare ad essere parte integrante del programma di studi di un Officina, รจ un ottimo esercizio che puรฒ portare lโIniziato allโinterno di quella dimensione spirituale necessaria per la sua crescita.
Purtroppo, allโinterno di molte Logge, si percepisce un uso estremamente limitato di questo potente mezzo; il risultato รจ un eccessivo uso della parola, che porta come conseguenza la perdita di valore e di sacralitร della parola stessa.
In tal modo si genera altro caos e altro rumore, proprio quello che cerchiamo di tenere fuori dal nostro Sacro recinto.
Quindi, teniamo fuori dal Tempio fisico e da quello interiore tutto ciรฒ che crea rumore, compreso lโuso spropositato della parola e torniamo indietro. Ritorniamo al Gabinetto di Riflessione, ritorniamo al Silenzio delle origini, un Silenzio fecondo e generatore.
Dove cโรจ valore, cโรจ cura. Se desideri, puoi offrirne un frammento: aiuta questo spazio a crescere.





