In occasione di una festa patronale estiva celebrata in uno dei tanti paesini etnei, ho avuto modo di osservare determinati comportamenti delle persone in circostanze di aggregazione e condivisione degli spazi e delle emozioni, notando qualcosa di estremamente preoccupante nella massa, ovvero la mancanza di rispetto delle persone verso gli altri.

Certo, non ci sarà niente di strano nell’affermare che le persone, soprattutto quando si trovano in forme di aggruppamento, hanno comportamenti che non avrebbero se prese singolarmente. Eppure, ho avuto la possibilità di soffermarmi per registrare, come faccio di solito, delle considerazioni che qui vi riporto e che mi hanno accompagnato durante tutto l’arco della serata. Considerazioni che, a primo appiglio, ho avuto modo di condividere con chi, in quella piacevole serata, ha subito più di tutti l’approccio sociale sbagliato della collettività nei confronti del singolo e che, per forza di cose, approvava pienamente il mio disagio nel constatare la mancanza di rispetto.

Per poter analizzare a fondo il problema, mi sono posto sin da subito una semplice domanda: ma da cosa deriva questa mancanza di rispetto?

La risposta non può che essere semplice e diretta: l’egoismo. Purtuttavia, è necessario porre il problema su un altare per poterlo meglio argomentare poiché, se nella semplicità avessimo già una risposta giusta e perfetta, non potremmo sicuramente aver modo di dettagliarlo nei particolari e vederne, oltre al principio, anche lo sviluppo sociale ed individuale.

Analizziamo dunque la risposta che ci siamo dati e chiediamoci cosa sia effettivamente l’egoismo. Troveremo subito, nell’etimologia della parola, l’affermazione dell’ego, parola latina che semplicemente significa io. La terminazione con ismo ci porta a considerare il fatto che l’egoismo è una estremizzazione del concetto di io. Infatti, se prendiamo la spiegazione riportata nel sito del vocabolario Treccani.it, si legge che per egoismo s’intende l’atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e della propria utilità, tendendo a escludere chiunque altro dalla partecipazione ai beni materiali o spirituali ch’egli possiede e a cui è gelosamente attaccato.

Certo, non bisogna andare per forza nel sito Treccani per capire che l’egoismo porta il proprio io al centro del tutto, facendo credere che questo io abbia più diritto di esprimere sé stesso rispetto agli altri.

A questo punto, però, sorge una ulteriore domanda: ma perché questo egoismo è così affermato nella società odierna?

Questo deriva indubbiamente dall’individualismo che sta sorgendo in Europa o meglio nella cultura occidentale che, ormai priva e vedova dell’umanesimo rinascimentale, ha risvoltato il guanto della propria etica, affermando e portando in auge un concetto in forma totalmente degenerata. Si, perché questo individualismo dovrebbe, in qualche modo e nella sua forma più pura, portare le persone a realizzare sé stesse pienamente, senza però scavalcare i diritti degli altri.

Purtroppo, se guardiamo la Società Occidentale ed in primis lo Stato che più oggi la rappresenta ovvero gli Stati Uniti d’America, vediamo che questa forma di individualismo, che si trova ancora in fase embrionale, non sta prendendo per niente la piega giusta e questo si vede perfettamente nell’atteggiamento di prepotenza che gli stessi USA hanno nei confronti di altri Stati Sovrani e non per ultimo nei confronti degli stessi loro alleati quali l’Europa.

D’altronde, tutto questo non deve stupirci più di tanto poiché, già dal dopoguerra anche la parte istituzionale e soprattutto quella relativa all’istruzione dell’individuo ha portato la collettività ad uno stato di staticità e piattume che non poteva far altro che far sorgere un individualismo in contrapposizione alla gestione del potere che, seppur in antitesi con le filosofie del XX secolo che ha sconfitto, ossia quelle del fascismo e del nazionalsocialismo, ne ha affermato pienamente i concetti sociali. Basta guardare il sistema scolastico con il quale la nostra generazione e quelle precedenti sono cresciute per capire che questo sistema è tuttora basato su aspetti d’insieme, aspetti collettivi che portano ad uno standard medio gestibile da chi detiene il potere; non è di certo una forma d’istruzione basata sulla realizzazione dell’uomo e quindi basata su forme armoniche d’insieme. Tutto, in questo sistema, porta allo scontro! Infatti, dal medio e dal piattume sociale, per poter emergere e cercare di farsi valere, anche solo per affermare i propri diritti, è necessario sopraffare l’altro, portando dunque disequilibrio nella società e nell’affermazione dell’io, non come egoismo, ma come essere. Praticamente, questa forma di gestione della società, ha trasformato l’uomo in una pecora e questa, per uscire dal gregge, pensa che bisogna travestirsi da lupo. Niente di più sbagliato!

È chiaro che, avendo una forza agente, in natura si crea una forza uguale ed opposta e questo è successo con l’individualismo occidentale. Avendo una società basata sulla mediocrità e gestita dalla prepotenza, si genera quindi un individuo che vuole affermare sé stesso, perché questa è, vuoi o noi voi, la natura umana, ma che per affermarsi deve necessariamente sopraffare l’altro.

L’individualismo nasce quindi con le peggiori prospettive possibili, ma sono più che certo che tra qualche anno vedremo sicuramente una trasformazione anche dell’aspetto della gestione politica e sociale che porterà ad una forma di individualismo puro, fermando questa degenerazione in fase ancora embrionale che poi, oggi, porta alla mancanza di rispetto nei confronti degli altri. Questo lo deduco poiché è fisiologico che la natura si porti in una condizione di armonia con determinate leggi universali e l’uomo non è privo di questo aspetto.

Rendersi conto di quanto accade nella società e nell’uomo è indispensabile e capire oggi cosa può essere nel futuro può aiutare a cambiare le cose per il meglio. Certo è che rimane indispensabile pensare a cambiare il prima possibile, poiché se l’individualismo nasce con queste prospettive e l’uomo non riesce a cambiare visione e direzione, sicuramente si arriverà ad un collasso sociale poiché questa forma di individualismo non può che essere negativa.

L’individualismo deve essere rivolto allo sviluppo dell’individuo, dei doni e delle capacità dell’essere al fine di poter creare una società armonica e non una società rivolta alla soppressione dei deboli rispetto alla prepotenza di chi si crede di essere il migliore perché magari ha più possibilità. Questa forma d’espressione sociale che è l’individualismo, può e deve diventare caratteristica di un nuovo umanesimo che riporti l’uomo al centro del mondo, ricordando che l’uomo è manifestazione d’armonia, dal singolo alla collettività.

Bisogna essere ottimisti per poter agire per il meglio e questo è indubbiamente una delle caratteristiche che mi contraddistinguono, poiché solo un ottimista poteva trovare l’aspetto positivo nella mancanza di rispetto delle persone. Diamoci dunque una mano, riportiamo l’uomo alla dignità di essere uomo e portiamo avanti un concetto di individualismo positivo che ci dia la possibilità di essere noi stessi.

Ad Maiora.

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