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Di seguito si riportano alcune considerazioni delle meditazioni eseguite sul “punto”.

Tali meditazioni sono state eseguite secondo il metodo insegnato dalla Massoneria Scozzese, ovvero assumendo la posizione del faraone e, dopo aver eseguito degli esercizi di rilassamento, visualizzando il simbolo trattato.

In tal senso, quanto successivamente riportato, potrebbe benissimo essere una relazione del segretario di Loggia che trascrive le considerazioni dei Fratelli partecipanti.

In questo dovrebbe dunque consistere la “tavola architettonica” del Segretario e non in un semplice verbale di una classica riunione associativa. Per come riportata, la tavola assume sia un riferimento del livello di percezione di ogni singolo Fratello, sia la possibilità di ritrovare in futuro tali considerazioni e poterle ulteriormente sviluppare alla luce dei progressi compiuti dalla Loggia grazie ai Lavori compiuti.

  1. Il simbolo del sole riporta al relativo mentre il singolo punto, indefinito e senza grandezza, riporta all’assoluto.
  2. Nel punto non esiste lo spazio ed il tempo. Da lì tutto viene emanato come una croce che poi inizia a girare in senso orario. A lui tutto torna.
  3. Il punto è il principio dell’azione.
  4. Mi concentro sul punto e vedo come un raggio uscirne. È più come una colata d’acciaio fuso che ne esce.
  5. Può essere immaginato un punto statico? Non ci riesco! Ogni volta genera qualcosa, ma non è mai statico. Forse perché è il principio dell’azione e quindi, nonostante possa sembrare immobile, è continuamente in azione. Oppure è inconcepibile la staticità, o semplicemente sono io che al momento non riesco perché la mia mente è sempre soggetta ad una compulsività che non mi permette di fissare l’immagine.
  6. Cerco di visualizzare il punto, ma vedo una spirale discendente che mi spinge verso un infinito dove dovrebbe trovarsi il punto. Non si arriva mai!
  7. Visualizzando il punto, subito mi sorge il pensiero che Egli è sempre ciò che è, da qualsiasi prospettiva o distanza lo si osservi. Non diventerà mai più grande, né più piccolo, ma rimarrà sempre tale.
  8. Cerco di visualizzare il punto e come un proiettile sparato dal nulla apre una breccia sulla superficie nera.
  9. “svelando il simbolo si perviene all’essenza che, essendo inconcepibile per l’uomo, è identificata come “nulla””.
  10. Il punto è nato felice”. Cercando l’etimologia delle parole nascere e felice, posso riproporre la frase come segue: il punto è stato generato generante.
  11. Vedo un alone pulsante attorno al punto, sembra voglia muoversi. Si muovono delle forme in esso, come dei volti sfumati, dei teschi.
  12. Chiudo gli occhi e si presentano delle silhouette di cartone nero prima di ballerine e poi di impiegati che lavorano in ufficio.

Infine, sempre nella tavola del Segretario, si potrebbe trascrivere la conclusione dell’Oratore che, basandosi sulle considerazioni dei Fratelli intervenuti, potrebbe essere la seguente:
Il punto è una entità a sé stante, indefinito ed indefinibile di per sé.
Generato e generante poiché sorge dal nulla e da esso si sviluppano tutte le figure geometriche.
Essendo statico, è definibile come il Principio attorno al quale tutto ruota, ovvero la fonte primaria di ogni cosa e di fatto viene definito felice, poiché feconda e quindi crea ogni altra cosa che non sia sé stesso.

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