Per conseguire il Potere magico, impara a dominare il pensiero. Ammetti solo idee vere, in armonia con il fine desiderato e non già tutte le idee disperse e contraddittorie che si presentano. Il pensiero purificato è un mezzo per realizzare un fine; perciò, presta attenzione al potere del pensiero silente e della meditazione. L’atto materiale è solo la espressione esteriore del pensiero e perciò è stato detto che “il pensiero della stoltizia è peccato”. Il pensiero è quindi l’inizio dell’azione e se un pensiero casuale può produrre un grande effetto, che cosa non potrà fare il pensiero puro?
Perciò, come è già stato detto, insediati fermamente nell’Equilibrio delle Forze, al centro della croce degli elementi, la Croce dal cui centro uscì il Verbo creatore alla nascita dell’universo.

La Magia della Golden Dawn, p. 146 – I. Regardie

Che cosa è il pensiero?

È questa la prima domanda che bisogna porsi per poter proseguire nella comprensione di quanto scritto da Regardie, ma è anche la premessa per poter comprendere ciò che sono le Sacre Scritture del cristianesimo e di tutte le religioni presenti e passate del mondo, così come delle arti ermetiche e mistiche. Tutto ha alla sua base il pensiero!

Partiamo quindi nel ricavare il significato della parola dalla sua etimologia.

Pensiero deriva dal latino PENSUM, ovvero la quantità di lana pesata per il compito delle schiave filatrici, e quindi tema da trattare, da meditare, ovvero addirittura da PENSARE, mediante una forma. [1]

Da ciò ricaviamo dunque il significato che il pensiero è un atto con il quale l’uomo dà un peso alle cose, le percepisce e giudica attraverso la ragione.

Pertanto, dominare il pensiero è un avvertimento attraverso il quale il Regardie ci dice che il pensiero è qualcosa che non è ben inquadrato, rettificato, ma è qualcosa che si presenta in modo compulsivo. Di fatto, questo stato di pensiero compulsivo è la normalità nell’essere umano, ma una normalità che, in verità, non dovrebbe presentarsi così, poiché questa compulsività rappresenta uno stato di schiavitù in cui l’uomo si trova sin dalla nascita. Questa forma di schiavitù deriva dalle idee che l’uomo riceve in continuazione dall’ambiente in cui vive, dagli aspetti sociali, dalle persone che lo attorniano, da desideri e bramosie spesso indotte da pubblicità, ma anche da sensazioni interiori alle quale viene sottoposto fin da prima della stessa nascita. Il tutto porta l’uomo alla confusione totale, all’essere in balia di un mare in tempesta che sembra travolgerlo dopo averlo portato a destra ed a manca senza sosta.

Da ciò la necessità di rettificare il pensiero, di portarci in uno stato in cui il mare non è più in tempesta, ma calmo ed agevole; un Grande Mare che finalmente si presenta Vergine al navigatore della propria psiche e del mondo presente in essa. Uno stato di prostituzione mentale che deve essere riportato alla verginità, alla purezza.

Ma come rettificare il pensiero?

Questa è una domanda che ha tante risposte poiché tante sono le vie quante le anime degli uomini[2].

Il concetto di rettificazione lo possiamo trovare in molte varianti:

  • Lo sgrossare la Pietra della Massoneria
  • Il V.I.T.R.I.O.L. alchemico
  • La conversione del cristiano

In ogni caso, è un’azione che l’operatore compie su sé stesso e questa operazione può essere compiuta attraverso ciò che Regardie ci dice: il pensiero silente e la meditazione.

Certo, queste è solo un modo per rettificare il pensiero e relativo, comunque, solo ad una cerchia di persone che sono predisposte a compierlo. Altri modi sono più vicini ad altri tipi di persone che hanno bisogno di un supporto diverso, spesso utilizzando delle immagini; è il caso della preghiera di fronte al santo o all’immagine della divinità. Altri mezzi possono essere i mantra, spesso accompagnati da una respirazione guidata, come per esempio il rosario cristiano, l’esicasmo ortodosso o il dhikr mussulmano.

Quest’azione permette di non ammettere l’invasione di idee condizionanti derivate dall’esterno o dall’interno dell’operatore e di concentrarsi piuttosto verso un unico fine che poi si realizza nell’azione esteriore dell’operatore stesso.

Da ciò deriva, come giustamente afferma Regardie, che la stoltizia è peccato, poiché il pensiero stolto è quello scarso d’intelligenza perché non rettificato e quindi non concentrato, ma condizionato e compulsivo.

Il concetto stesso di peccato è da legare al pensiero poiché la parola utilizzata nei Vangeli per definire ciò che oggi noi chiamiamo peccato è il termine greco AMARTIA, ovvero l’incapacità di centrare il bersaglio mentre si tira con l’arco. Pertanto, si può ben capire che il peccato non è nient’altro che l’incapacità dell’uomo di concentrarsi su un obiettivo e quindi, fondamentalmente, di meditare.

Ecco dunque spiegato in poche parole il concetto di peccato originale che causa la caduta dell’uomo dal Giardino dell’Eden. L’uomo ha perso la capacità di concentrarsi, cosa fondamentale per poter percepire la divinità dentro sé stesso e pertanto di poter compiere la Volontà di Dio. Ecco perché la Massoneria parla di parola perduta, poiché l’uomo ha perso il Verbo/Logos, ovvero la Ragione Divina, il processo logico che deriva da un input divino, che permette di essere espressione dell’Armonia con la quale si esprime la Divinità.

Nell’atto della rettificazione del pensiero è dunque possibile pervenire nuovamente a quello stato di concentrazione che permette di recepire l’Influenza Divina, chiamata dalla Massoneria come Luce, e quindi di farsi portatore del Logos; anzi, diventare l’uomo stesso Logos, poiché si diventa APOSTOLOS, ovvero inviato di Dio, così come diceva San Paolo nelle sue lettere quando affermava che “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me[3]”.

Immaginate dunque la potenza del pensiero puro! Immaginate cosa l’uomo può fare dopo aver rettificato il proprio io, il proprio pensiero.

Certo, questo non vuol dire che vi sia la presenza di fenomeni paranormali. Questa è una caratteristica che contraddistingue il medio iniziato moderno che forse di Iniziato ha veramente poco. Solitamente l’uomo medio e di scarsa intelligenza, quindi stolto, si aspetta il fenomeno, non capendo che l’azione del pensiero puro e quindi del Logos non è nient’altro che quella di manifestare l’Armonia, cosa che può avvenire anche semplicemente esprimendo un sorriso, un saluto, una carezza o attraverso la spiegazione di qualcosa.

Un atto semplice che manifesta Armonia! È questa la magnificenza del pensiero puro!

Pensiero puro che, così come ci insegna la religione occidentale, nasce dalla Vergine. Non a caso abbiamo utilizzato prima le parole Grande Mare e Vergine. Infatti, queste contraddistinguono la Sephirah di Binah, ovvero la comprensione e queste sono epiteti della Vergine Maria, madre di quel Cristo che il Vangelo secondo Giovanni ci indica come Logos/Verbo, cosa che abbiamo capito essere proprio il pensiero puro. Questo ci fa capire che la Vergine altro non è che la nostra mente, la quale è di per sé stessa pura, ma che viene in continuazione condizionata da idee e sensazioni. Una mente che, se purificata, può contemplare la Luce ed essere contenitore di questa.

Il nostro compito diventa dunque abbastanza evidente ed è quello di impedire l’attacco dei condizionamenti e di permettere così la generazione del Logos/Cristo dalla Vergine; Logos che giunge al compimento della sua opera nella Resurrezione, ovvero nel trascendere la forma che lo ha manifestato per rendere evidente la sua essenza che è quella di essere il NOUS, ovvero l’Intelletto Agente emanato dall’Uno.

Portando l’equilibrio della croce in noi stessi, possiamo far si che questa croce diventi mezzo di fissazione del pensiero ed essere dunque Testimoni della Luce, contemplatori dell’Essenza Divina che in noi si manifesta attraverso l’opera del Logos.

Tutto ciò ci riconduce all’effettiva valenza della salvezza dell’uomo che non è tanto quella di salvare sé stesso, come purtroppo ci è stato insegnato, quanto invece di rettificare ciò che è la sua manifestazione in questo mondo, di rettificare la Materia per poterla riavvicinare allo Spirito, concetto che nei secoli è stato perduto dal falso razionalismo degli ultimi secoli, dettato dall’incapacità in cui l’uomo si è disperso, caduto dal Giardino in Eden, per guardare non più al centro di sé stesso, ma solo ed esclusivamente all’esterno.

Tutto ciò ci riconduce a capire cosa possa essere mai questo Potere magico di cui parla Regardie poiché l’uomo che compie questo percorso di rettificazione e quindi di recezione dell’Influenza Divina, essendo egli stesso manifestazione della Volontà di Dio, può benissimo compiere ciò che gli antichi chiamavano “miracoli”, ma ricordiamoci sempre che non è l’ego nel quale ci riconosciamo che agisce; questi, infatti muore per lasciare posto al Logos.

Tuttavia, resta forte e comunque presente l’impatto delle religioni e delle Organizzazioni Iniziatiche che trasmettono in perpetuo la tradizione, compiendo un’opera immensa di divulgazione per poter dare la possibilità all’uomo di raggiungere la purificazione del pensiero e quindi, di conseguenza, la possibilità di ritornare a quell’armonia che contraddistingue il suo stesso essere.


[1] https://www.etimo.it/?term=pensiero

[2] Antico detto Sufi

[3] Lettera ai Galati 2, 20

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