San Giuseppe Falegname – Antonella Spina

Quello che vediamo è una riproposizione della pittrice Antonella Spina del San Giuseppe Falegname di George de la Tour.

La figura protagonista è indubbiamente San Giuseppe che è intento in una fase del suo lavoro di falegname con l’unica luce di una candela tenuta  con la mano destra da un Gesù ancora bambino, diremmo all’incirca 10 anni; luce che dona all’opera un aspetto intimo dal quale si denota la continuazione della scuola di Caravaggio di cui De la Tour è un importante esponente del XVII secolo.

Nell’originale, vedremo degli attrezzi ai piedi di Giuseppe, uno scalpello ed una mazzuola, attrezzi utilizzati dal falegname, ma ricordiamo anche come simboli della Libera Muratoria nel lavoro di sgrossamento della pietra grezza. Accanto a questi, un pezzo di tornitura da legno dalla forma elicoidale che ci ricorda l’armonia delle forme che si manifesta attraverso la spirale aurea. Nelle mani tiene un tinivello, attrezzo utilizzato per la foratura in questo caso di un asse, saldamente fermo grazie alla tenuta del piede sinistro.

Interessante notare gli sguardi dei personaggi: San Giuseppe, infatti non guarda verso l’asse, non guarda verso il lavoro che sta compiendo, ma osserva intensamente la luce tenuta da Gesù il quale, a sua volta, guarda verso il petto di Giuseppe.

Entrambi quindi non sono concentrati nell’attività che si sta svolgendo, indicando all’osservatore che è in atto un lavoro che non ha niente a che fare con l’asse che viene forato; non è un lavoro “umano” che si sta compiendo, ma qualcosa che trascende l’aspetto materiale.

San Giuseppe osserva la fiamma della candela che qui rappresenta il Fuoco Sacro del Logos, la Conoscenza Infusa rappresentata in moltissime opere come la fiamma dell’Intelletto Sacro che si vede sopra la testa dei santi o degli Apostoli durante la Pentecoste. Dunque Giuseppe sta ricevendo la Conoscenza, la Gnosi proveniente dall’Intelletto Divino, ed è in fase contemplativa. Questa Conoscenza viene poi riportata sul piano umano attraverso il lavoro dell’Uomo, dell’Iniziato che, ispirato dal Sacro, diventa sua manifestazione.

Gesù, tiene la candela con la mano destra, definendosi come portatore di luce, da cui il latino Lucifero, ed indicando una fase attiva dell’Influenza Divina la quale sta puntando verso il cuore di Giuseppe, direzione indicata dallo sguardo del Logos divino. Il cuore infatti è il recipiente che riceve questa Santa Influenza, così come il Santo Graal riceve il Sangue di Cristo.

Con la mano sinistra invece copre la luce, come ad indicare che l’osservatore deve essere protetto da questa Influenza, poiché solo l’Iniziato ai Misteri può osservare questo Fuoco Sacro e farsi pervadere da esso.

San Giuseppe dunque rappresenta la parte umana del quadro, la quale riceve la Conoscenza Divina, rappresentata dal Gesù bambino.

San Giuseppe è, come accennato prima, l’Uomo Iniziato, colui che ha intrapreso un percorso di conoscenza interiore e che si pone in uno stato di ricettività nei confronti dell’Influenza Divina la quale lo rende mezzo di sua manifestazione sul piano umano, sul piano materiale.

Questa Influenza Divina, la Mezla Qadisha in ebraico, secondo il Sepher Yetzirah (Il Libro della Formazione) viene emanata da Kether (La Volontà Divina) per causa di Malkuth ovvero la mente condizionata. Quest’ultima è, in questo caso, condizionata positivamente poiché è la stessa Mezla Qadisha che la condiziona e che quindi la utilizza per realizzarsi pienamente.

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