N.B.: Per poter comprendere meglio i commenti, è necessario avere accanto una copia del Kybalion in quanto non ho voluto riportare gli assiomi per evitare di riempire pagine intere di cose già scritte altrove.

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Il-Kybalion

Il Principio della Corrispondenza

Tralasciando quanto riportato in merito ai piani di esistenza per i quali mi reputo ignorante in materia e per i quali resto ancora con un grande punto interrogativo in merito all’effettiva rappresentabilità del Tutto attraverso cotanta contorsione alquanto discutibile se non del tutto improvabile, dovendo essere scettico e indipendente dal pensiero altrui, mi limito a riportare ciò che è il mio pensiero in merito il quale sicuramente non comprende la conoscenza dei “livelli” o “piani”. Se questi sono veramente tali per come riportati, ben serva a chi vuole farne una classificazione scientifica; per quanto mi riguarda potrebbe il tutto anche non essere così, ma limitato ad un semplicissimo esistere del Tutto nella sua pienezza generante un Universo “mentale” animato dalla forza vitale del pensiero Divino (Cristo); dall’unione e quindi dall’animazione del mentale, si costituisce l’anima che altro non è che la psiche dell’essere animato, cosa che può anche non essere un animale o vegetale, ma anche un minerale.

Tornando quindi al “come sopra, così sotto”, voglio invece soffermarmi su quanto possa essere interpretato come “sopra” e come “sotto”. Infatti, per “sopra” si può intendere concettualmente ciò che è in cielo. Questo è un linguaggio alquanto arcaico e quindi da intendere simbolicamente e non per forza scientificamente o peggio materialmente. Il “sopra” altro non è che l’occulto, l’inconoscibile e per questo identificato nel cielo, in quanto questo simbolo del velo oltre il quale esiste la dimensione divina dell’essere. Operare nell’occulto e quindi in una dimensione “senza luce” diventa pertanto motivo di corrispondenza nel reale percepito normalmente. Ciò può essere definito forse come operazione magica. Agendo attraverso l’archetipo, attraverso le immagini ed i simboli, si può operare su altri “piani” più tangibili alla ragione umana, ovvero nel “sotto”.

Dal punto di vista della conoscenza ragionata, resta dunque il conoscere i simboli e le immagini con le quali operare, cosa che comunque sospetto diversa per ogni individuo esistente e quindi non possibile da rappresentare in un grimorio disponibile per qualsiasi operatore. Bisognerebbe, pertanto, sperimentare su sé stessi l’effetto di ogni singola operazione. Inoltre, la conoscenza di tali simboli e immagini, può anche non derivare da una ricerca culturale, ma soprattutto da un atto meditativo o meglio contemplativo attraverso il quale si perviene a quella conoscenza infusa di cui parlano i mistici.

Il Principio della Vibrazione

Il principio secondo il quale tale verità è stata riportata in auge dalla Fisica nel XIX secolo, denota quanto materiale sia l’approccio di chi scrive. Ritengo invece che, seppur tale trattazione abbia comunque un senso, l’argomento debba essere illustrato non tanto dal punto di vista scientista, quanto invece del pensiero (principio del mentalismo) e dell’atto stesso della manifestazione, meglio ancora se dal punto di vista filosofico, meglio ancora se gnostico.

Il mio modesto parere mi porta a dedurre che, se qualcosa si manifesta, avviene grazie al movimento; l’immanifesto, anche se inconcepibile, può essere definito come immobile. A tal proposito, riproponendo quanto deducibile dallo studio dell’Albero della Vita, dall’immanifesto si passa al manifesto dove è la Vibrazione, il movimento.

Una delle informazioni ricevute attraverso la meditazione su un punto fisso è che “il punto è nato felice”. Ciò, seppur detto con linguaggio quasi incomprensibile all’orecchio moderno, significa che la caratteristica del Tutto è la generazione che avviene attraverso il movimento. Infatti, il nascere è derivato da una generazione e l’essere “felice”, che significa essere fecondo, è a sua volta una generazione. Un continuo movimento circolare dall’immanifesto che, manifestandosi ed essendo quindi “generato”, a sua volta genera.

Il Principio della Polarità

Sicuramente questo principio può essere dimostrato in tutte le sue caratteristiche sia nella materia che nella mente umana. Dal punto di vista fisico non posso aggiungere niente se non basarmi su concetti di fisica già comunque presi in considerazione dall’autore. Anche dal punto di vista psichico/mentale/animico non posso che concorrere in accordo con quanto riportato.

L’unica domanda che però mi porta a discutere su questo argomento è il “come” riuscire a cambiare polarità interiormente alle proprie emozioni o sentimenti, oppure anche all’esterno.

L’autore parla di cambiare le vibrazioni, ma non si parla del come.

L’unica cosa che al momento mi rimane è il prendere atto dell’esistenza di questo principio per poter comprendere meglio l’animo umano e compiere un ulteriore passo in avanti in quello che è il percorso della conoscenza di sé stessi.

Inoltre, su quale base l’uomo può decidere di cambiare lo stato delle cose su sé stesso o addirittura su un’altra persona? Non credo possa esserci una risposta a questa domanda, infatti la volontà dell’uomo è sempre qualcosa da scoprire. Fin quando questa volontà umana non è in armonia con la Volontà del Tutto, non credo che si possa operare intervenendo con il Principio della Polarità.

2 Replies to “Commenti su “Il Kybalion” – II parte”

  1. L’ armonia col tutto. A proposito di ciò vorrei condividere con voi questo mio pensiero. Partendo dall idea che l’essenza del tutto è inesprimibile, come posso scoprirne la volontà? In uno stato meditativo, tuttavia posso sperimentarne, quello che io chiamo, il sublime afflato attraverso una sensazione di espansione della coscienza, colma di quiete. Tentando poi di descrivere la mia esperienza, mi accorgo della difficoltà nel trovare le giuste parole. I miei sensi sperimentano, tuttavia, la sintonia con l ‘Intelligenza universale che ad essa mi attrae e allora, mi convinco sempre più che per trovare la Sua volontà, debbo solo naufragare nel mare dell intelligenza intuitiva, lasciando che l intuito prevalga sulla ragione e sulle logiche che essa detta. Senza spazio e senza tempo.

    1. Carissimo Cesare,

      bella domanda alla quale forse nessuno può rispondere, anche perché il Silenzio è l’unico modo per esprimere l’inesprimibile.
      Tuttavia, esiste un percorso, o meglio esistono dei percorsi, che verso tale Conoscenza portano. Uno può essere la Massoneria, un altro può essere la religione, un altro può essere lo gnosticismo. I Sufi dicono che “esistono tante vie quanto le anime degli uomini”.

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