Il 24 settembre 1914, all’età di 22 anni, John Ronald Reuel Tolkien compose la poesia dal titolo “Il Viaggio di Eärendil la Stella della Sera”, che recita:
“Eärendil sorse dalla coppa dell’Oceano,
nell’oscurità del confine del mondo di mezzo;
dalla porta della Notte come un raggio di luce,
balzò oltre il bordo del crepuscolo
e lanciando la sua barca come una scintilla d’argento,
dalla sabbia che sfuma nell’oro,
giù per il soffio solare della morte infuocata del Giorno,
fuggì dalla Terra dell’Ovest”
Eärendil, dunque, sorge “Dalla coppa dell’oceano”, dal mercurio filosofico, purificatore. Nella fase alchemica dell’albedo, la purificazione si realizza con l’acqua – come nelle fonti battesimali – e lì avviene la disgregazione delle forme rigide: la solutio. In altre parole: la dissoluzione dell’ego.
A questo punto, “Nell’oscurità del confine del mondo di mezzo; Dalla porta della Notte (passa) come un raggio di luce”. Il mondo, la terra, la camera di Mezzo è il luogo cui perviene attraverso l’oscurità, dopo la notte.
Vi perviene dopo aver preso contatto con la propria interiorità più autentica, portandosi dietro una conoscenza – non intellettuale – ma una conoscenza vissuta, sperimentata. Una conoscenza che dovrà essere testimoniata.
“Balzò oltre il bordo del crepuscolo”, raggiungendo quella soglia situata tra la frammentazione e la coagulazione, tra ciò che l’uomo è stato e ciò che è chiamato a diventare.
“E lanciando la sua barca come una scintilla d’argento; Dalla sabbia che sfuma nell’oro”.
Il richiamo è all’argento, metallo bianco, che, sempre nella fase dell’albedo, simboleggia la purificazione dopo la putrefazione.
Da questa soglia si apre la terra di Mezzo, luogo nel quale l’iniziato è chiamato a compiere una trasformazione radicale, per scendere dalla barca e toccare quella sabbia che sfuma nell’oro e compiere l’Opera.
“Giù per il soffio solare della morte infuocata del Giorno; Fuggì dalla Terra dell’Ovest”.
Dalla morte (infuocata), che non a caso ci lascia la luce, il fuoco, si origina la sintesi degli opposti e così la rinascita. Si abbandona la terra dell’ovest per andare ad est.
L’umano, dissolto nella sua forma precedente, è così pronto per essere rigenerato. Questa morte non è annientamento, ma trasformazione. Come il seme deve marcire nella terra per poter germogliare, così l’iniziato deve attraversare l’oscurità interiore per riscoprire la luce autentica.
La Terra – la Camera di Mezzo – corrisponde all’Athanor, il forno sacro in cui si realizza la trasmutazione. L’iniziato entra come materia grezza, dominata dall’ego, dalle pulsioni e dall’ignoranza ed esce come uomo rigenerato, consapevole e illuminato. Essa non è un luogo esterno, ma uno spazio interiore da conquistare e da custodire.
Non è una terra d’arrivo, è giustappunto una terra di mezzo, dove nani, elfi, hobbit e uomini – popolazioni di tutte le razze e tutti assegnatari degli anelli del potere: 3 agli Elfi, 7 ai nani, 9 agli uomini e 1 agli hobbit – transitano, se lo vogliono – se sono pronti – per smettere di essere signori degli anelli e del potere e diventare signori di sé stessi, testimoni e portatori di Luce.





