La cerimonialità dell’elevazione del Compagno d’Arte a Maestro Libero muratore è indubbiamente qualcosa che è nata successivamente rispetto alle prime Logge massoniche, le quali prevedevano solo i primi due gradi, ovvero quello di Apprendista Libero Muratore ed appunto quello di Compagno d’Arte. Tale struttura era stata ben congeniale per ciò che doveva essere la trasmissione della Tradizione e, seppur limitata al secondo grado, riusciva a portare l’uomo, iniziato alla Libera muratoria, ad una condizione tale per cui questi riusciva a realizzare completamente ciò che era la propria essenza ed a porsi come “Manifestazione” di una Verità segreta ai molti che si esprimeva nel creato attraverso le forme e l’Armonia che i Massoni poi avevano l’ardore di rappresentare nelle costruzioni e nell’arte simbolica.

Eppure, nonostante l’elevatezza di quanto raggiunto, si sentiva mancare qualcosa; era comunque necessario riuscire a riportare qualcosa che nei secoli si era perso, forse per troppa umiltà o forse per l’ignoranza dei popoli occidentali o forse ancora per volere di pochi che detenevano tale conoscenza.

Era necessario riproporre, anche se solo attraverso l’ausilio di una Organizzazione Iniziatica, il concetto che l’uomo può mirare alla riunione con Dio e divenire Suo Inviato in questa terra!

Niente di nuovo per quanto concerne la tradizione cristiana con la figura del Cristo che però, nei secoli, era diventata una semplice antropomorfizzazione di un concetto che andava oltre alla semplice figura umana. Niente di nuovo soprattutto per le religioni misteriche del Medioriente che avevano preceduto il cristianesimo come il mitraismo e quella mirabile struttura religiosa che fu l’Egitto.

Ricercando dunque in queste tradizioni la rappresentazione del mito che faceva compiere all’uomo questo balzo verso la divinità, nel XVIII secolo nacque la leggenda di Hiram Abiff e quindi della sua morte e resurrezione nell’Iniziato.

È chiaro che bisogna andare a scandagliare ogni singolo dettaglio della leggenda per poter ben capire il significato recondito in tutto ciò e questo non è lavoro che compiremo in tale breve articolo poiché sarà lavoro di un ben più ampio studio sulla simbologia che sicuramente non in breve termine vedrà la luce. Qui ci soffermeremo solo ed esclusivamente su un unico dettaglio legato ai passi che il Maestro Libero Muratore impara a fare proprio nel momento della sua elevazione. Infatti, i passi del Maestro Libero Muratore hanno una ben precisa caratteristica che è quella, dopo aver compiuto i passi dell’Apprendista, completati da quelli del Compagno d’Arte, di compiere un balzo verso avanti, un salto che noi di Theoria indichiamo come “Il salto dell’Abisso”.

Questa definizione deriva dal fatto che tutta la simbologia della Libera Muratoria prende spunto dalla tradizione ebraica a partire dalla struttura del Tempio sulla base di quello di Salomone, con le due Colonne Boaz e Jachin (ne parleremo presto!), l’utilizzo della Menorah e quindi la rappresentazione che si sviluppa sull’Albero Sephirotico per come abbiamo avuto modo di chiarire già negli articoli precedenti ed in particolar modo ne “La costruzione del Tempio Interiore”.

Ebbene, anche i passi che vengono compiuti dal Libero Muratore hanno una ben precisa associazione con l’Albero Sephirotico, accompagnando l’Iniziato a raggiungere dapprima il “Mundus Imaginalis” in Yesod con i tre passi d’Apprendista, poi Tiphareth con i passi di Compagno ed infine Chokmah con i passi di Maestro.

Parlando precisamente di questi ultimi, vedremo che, partendo da Tiphareth viene compiuto un passo verso Chesed per poi compiere un balzo da Chesed a Binah ed infine posizionarsi con un breve passo su Chokmah.

È un movimento ben preciso che porta il Compagno dalla Bellezza di Tiphareth alla Sapienza di Chokmah ed ovviamente, nel grado di Maestro si raggiunge appunto la Sapienza così come questa è associata al Maestro Venerabile.

In questo salto di cui stiamo parlando, l’Iniziato supera il terzo ed ultimo velo che separa i tre Superni di Kether, Chokmah e Binah dalle sette Sephiroth inferiori che rappresentano l’individualità umana. Superando dunque questo limite estremo, l’uomo non si riconosce più in un Io ben definito, non si riconosce più nella propria personalità anche se pienamente realizzata poiché pervenuta alla Bellezza, ma trascende il proprio Io per divenire “Testimone della Verità”, ovvero raggiunge uno stato di coscienza dove avviene la pura e mistica contemplazione.

In questo stato, il pensiero, che già non era più compulsivo poiché rettificato dallo sgrossamento della pietra grezza e dalla sua successiva levigazione e quindi pensiero logico incondizionato ed ispirato (Logos), diventa immobile e sussiste uno stato di esistenza dove l’Iniziato, seppur non pensando più secondo gli schemi della logica, assiste immobile alla manifestazione della Volontà Divina, ovvero assimila l’Influenza Divina, la Mezla Qadisha.

È dunque un pensiero senza pensiero!

Di fatti sussiste un senso di esistenza, ma questa non è più supportata dai sensi, dalle emozioni e dalla concatenazione dei pensieri, cosa che ci fa capire il perché questo “velo” sia identificato con un Abisso. Infatti, come può l’uomo razionalizzare qualcosa che trascende la stessa razionalità? Oltre la ragione sembra essere tutto nero ed infinito, anche se tale ancora non è.

Ricevendo dunque la Luce tanto agognata dai Liberi Muratori sin dalla cerimonia di Iniziazione, il nuovo Maestro Libero Muratore trascende il proprio Io che dunque muore definitivamente per far posto alla Volontà Divina rappresentata nella Massoneria dal Maestro Hiram Abiff.

Il Maestro a questo punto è pienamente immerso nella Luce, ne assimila la Conoscenza Infusa ed è dunque un Apostolo, un Inviato di Dio che manifesta sul piano naturale la Sua Santissima Volontà attraverso la Sapienza, il Nous divino che diventa successivamente Logos agente dopo aver nuovamente superato l’Abisso, stavolta in fase discendente ed essere concepito dalla mente umana rappresentata in Binah.

Da qui si può scorgere quanto significato abbia la parola “Profeta” per quanto riguarda l’Islam, poiché questo è quanto compiuto da Mohammed (santo sia il Suo nome), ma senza fermarci all’amaro blocco dogmatico per il quale egli è stato l’ultimo profeta. La via della profezia è infatti libera per ogni uomo che, raggiunta la Santità, compie un percorso inverso per manifestare l’Armonia divina nel mondo. Da qui si capisce il perché ogni lavoro è compiuto Alla Gloria Del Grande Architetto Dell’Universo, poiché è Egli che si esprime attraverso l’opera del Maestro ispirato dalla Luce, dallo Spirito Santo o dalla Mezla Qadisha.

Ecco perché non tutti possono essere proclamati Maestri!

Come si può infatti concedere un grado del genere a chiunque? E come si può costruire qualcosa oltre tale grado?

Di fatto, i vari Riti che caratterizzano le Obbedienze Massoniche, non sono altro che una trasposizione degli stessi concetti già presenti nei primi 3 gradi delle Logge Azzurre, ma con una diversa simbologia che forse aiuta ulteriormente nella comprensione di ciò che si è già compiuto.

Un invito a tutti voi, dunque: ricordate il Sacro che state compiendo in ogni attimo, anche fuori dal Tempio, quando avrete raggiunto il grado di Maestro Libero Muratore. Avete infatti compiuto “Il Salto dell’Abisso” e non siete dunque più voi che agite.


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