Interpretare razionalmente questa carta, cozza con il significato della carta stessa, che tra tutte è una delle più complesse e sfuggenti.

La Stella è la carta della facoltà intuitiva in contrapposizione a quella razionale, il pensiero divergente e olistico a cui è possibile accedere tramite la meditazione (cioè la conoscenza applicata all’immaginazione). Le sette piccole stelle rappresentano le sfere celesti, i pianeti classici dell’astrologia che sono un velo attorno al piano superno della stella più grande. Questa ha ventuno punte, ovvero 7×3: il settenario (le sfere planetarie) moltiplicato per il ternario (le sfere superiori), sono i piani più rarefatti dell’essere che splendono, vicinissimi e guidano l’intuizione, ancora una volta il punto focale dell’intera simbologia della carta.

La Stella, carta che corrisponde al segno dell’Acquario, nell’Albero della Vita si trova tra la sfera di Venere (Netzach: Vittoria) e quella della Luna (Yesod: Fondamento) e ciò rappresenta il trionfo della facoltà immaginativa sulla parte emotiva, a fondamento della realtà.
Nella carta questo è simboleggiato dalla stella a sette punte, cioè Venere (essendo il sette il numero di questo pianeta), che corona e guida la donna al centro dell’immagine, che a sua volta è una rappresentazione della Luna
(la parte emozionale dell’animo umano), che riversa continuamente i suoi influssi nelle “acque inferiori”, il piano materiale in cui siamo immersi.

Questa carta è un’ottima pubblicità per gli insegnamenti cabalistici: nella cabala infatti, la parte dell’anima a cui è attribuita la facoltà razionale è chiamata “Ruach”, e quella attribuita alla facoltà intuitiva “Neschamah”.
Nello specifico, quest’ultima “porzione dell’anima” è quella prediletta, perché meno soggetta a contraddizioni e più abile nel comprendere i paradossi e nel raggiungere le massime vette spirituali.
Sullo sfondo si vedono i due leggendari Alberi della Vita e della Conoscenza del Bene e del Male e su quest’ultimo svolazza un’Ibis, uccello dalla natura mercuriale ed associato al dio egizio Toth, dio della conoscenza e della magia.
La presenza di questi alberi indica che l’Intuizione non è un semplice sogno, al contrario: quando è reale (pura Neschamah in azione), nonostante talvolta possa sembrare assurda, è una strada dritta e sicura verso la Verità senza veli ed è per questo che uno dei suoi attributi nella lettura delle carte è la “speranza”, che è l’ultima a morire.

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