Lon Milo Duquette una volta disse che “La Giustizia è la fidanzata del Matto e il Matto è il fidanzato della Giustizia” ed aveva perfettamente ragione.

Non è un caso in effetti che entrambe le carte di questo mazzo presentino un lupo (o sciacallo) ammansito dalle figure protagoniste. Che queste siano controparti oppure versioni a gradi di consapevolezza diversi dello
stesso personaggio è poco importante.

La capacità di governare l’animale (rappresentante la “furia potenziale dell’universo”) risiede nella follia illuminata per il Matto e nella scienza infusa per la Giustizia e ancora una volta la differenza è insignificante.

Il punto è che mentre il Matto segue la corrente e se la ride, la Giustizia prende la questione più sul serio. Il Matto infatti è diventato (o si è unito con) Maat: la divinità egizia della giustizia e della Volontà divina, raffigurata nell’undicesima carta del mazzo. Il Matto è diventato Maat(to).

Qabalisticamente parlando, l’equazione ha ancora più senso: alla prima carta corrisponde Aleph, la prima lettera dell’alfabeto in pole position, pronta a partire per il “viaggio del Matto”, mentre la Giustizia è posizionata esattamente al centro del mazzo e dell’alfabeto ebraico, essendo la lettera Lamed a cui corrisponde il “pungolo per buoi” dell’universo.

“La funzione di questo percorso è quella di compensare costantemente gli squilibri. La giustizia agisce come una livella da carpentiere, mostrando quale lato del progetto necessita di correzione.”

Golden Dawn Ritual Tarot, Chic e Tabatha Cicero

Maat reca seco i suoi simboli: la spada e la bilancia, strumenti che servono per l’inquietante compito che hanno le Forze cosmiche di giudicare l’Iniziato, descritto nel rituale del Neofita della Golden Dawn “Viaggiano come sui Venti; colpiscono dove nessun uomo colpisce; uccidono dove nessun uomo uccide. Mentre piego il collo sotto la Spada dello Hiereus, mi affido alle loro mani per vendetta o ricompensa. Così mi aiuti la mia Potente e Segreta Anima e il Padre della mia Anima che opera nel Silenzio e che solo il Silenzio può esprimere”.

Che fifa!

Non c’è troppo da temere però: tra linguaggio iniziatico-simbolico alla Mago di Oz e l’amore venusiano di Netzach (di cui è simbolo il verde del vestito di Maat, nonché la costellazione della bilancia a cui corrispondono
la carta e la lettera Lamed), l’Iniziato e l’aspirante tale sanno che il Summum Bonum è come una Nonna che ti insegue col battipanni ma che alla fine garantisce sempre buon cibo e pance piene, per tutti.


é stato pubblicato il primo volume di

FLORILEGIUM

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