È importante iniziare, così come siamo abituati ed abbiamo già fatto nei precedenti articoli, con l’etimologia della parola. Infatti, per Intelletto bisogna intendere Intus-legere, ovvero “leggere dentro”.
Pertanto, per Intelletto bisogna intendere la capacità dell’uomo di auto osservarsi o meglio di vedere quello che è il proprio mondo interiore, costituito da emozioni, pensieri ed immagini.
In tal senso, è evidente il legame con la parola “esoterismo”, ovvero con qualcosa di interiore all’uomo.
Per poter avere una maggiore comprensione del termine, è indispensabile capire anche il termine Ragione, poiché questa, insieme all’Intelletto, rappresenta un metodo di acquisizione della Conoscenza per qualsiasi libero cercatore della Verità che con desiderio si appresta a sondare terreni inesplorati.

Per Ragione si vuole intendere la facoltà del cervello umano di elaborare concetti provenienti da qualsivoglia input e di esporre con ordine il proprio pensiero. È praticamente la capacità logica dell’uomo comune, estremamente collegata al buon funzionamento dell’apparato neurologico della persona e quindi appartenente ad una realtà prettamente materiale. Ovviamente, in quanto relativa al cervello, è comune a tutti gli esseri che ne sono provvisti, quindi anche agli animali.

Attraverso l’Intelletto possiamo invece raggiungere una conoscenza di tipo Intuitivo, non derivata dal pensiero logico e spesso compulsivo che caratterizza l’uomo comune, ma da una illuminazione momentanea ed istantanea che spesso, se non pienamente presenti a sé stessi, sfugge per non ripresentarsi mai più. Un po’ come quei sogni che ricordiamo di aver fatto, ma dei quali non riusciamo a ricordarne il contenuto.
In quanto tale, l’Intelletto è in contrapposizione con la Ragione, così come espresso in Aristotele per i termini dianoia e nous, corrispondenti rispettivamente appunto alla Ragione ed all’Intuito.

Personalmente, ritengo che questa diversità di termini si possa ritrovare anche nella Cabala ebraica e definita con acume nell’albero sefirotico, propriamente nelle Sephiroth di Binah (la Comprensione) e Chokmah (La Sapienza). Queste si trovano come contrapposte, ma più precisamente sono da intendere come complementari.
Al centro di queste due Sephiroth si trova Da’ath (la Conoscenza), ma quest’ultima è una Sephirah nascosta, la undicesima.

Ritornando a termini forse a noi più congeniali ed appurato che attraverso l’Intelletto abbiamo la possibilità di poter “Conoscere” con una facoltà che non sia il pensiero logico, riporto la vostra attenzione alle meditazioni con pensiero seme trascritte su THEORIA fino a qualche settimana fa e che non verranno riproposte poiché hanno già suscitato ciò che era stato previsto in alcuni.
Un esempio molto pratico di ciò che intendo dire in questo articolo è proprio relativo alle immagini viste durante la meditazione. Queste immagini, che possono benissimo essere collegate allo stesso procedimento attraverso il quale si vedono i sogni, non sono altro che l’evidenza di questa nostra facoltà di poterci proiettare all’interno di noi stessi per avere delle esperienze le quali, la maggior parte delle volte saranno intraducibili razionalmente, ma che indubbiamente rappresentano una realtà tangibile che possiamo toccare personalmente. Vedere queste immagini è l’evidenza dell’esistenza di un mondo interiore che non conosciamo, un “Mondo Secreto” che dobbiamo esplorare per poter pervenire al NOSCE TE IPSUM che tutte le scuole iniziatiche si prefiggono.
Alcuni chiamano questo mondo “Terra di Mezzo”, altri “Regno Astrale”.
Tuttavia, è importante ricordare che l’immagine o simbolo visto non è altro che la rappresentazione comprensibile e razionalizzata di forze che agiscono in noi e che ci condizionano nel bene e nel male.
Queste forze, spesso derivate dall’ambiente in cui viviamo, dalle persone che frequentiamo o anche semplicemente dai programmi tv che guardiamo la sera, sono spesso spinte che vengono date per portare l’uomo comune ad essere uno “schiavo” del consumismo o addirittura ad essere cibo energetico per esseri creati dall’uomo stesso.
È dunque indispensabile discernere tra le immagini e la loro provenienza. Per questo è indispensabile il confronto tra Fratelli e l’apporto di una guida. In questo consiste il famoso “sfregamento pietra contro pietra” spesso citato dai Massoni. Il confronto è indispensabile per conoscerci ulteriormente!
Ovviamente, esiste la parte positiva delle forze condizionanti che non sono altro che la manifestazione della divinità la quale tende a creare con armonia. Pertanto, per poter discernere, la prima ed indispensabile domanda che bisogna porsi è: in che relazione può essere questa immagine con la Bellezza? Non è facile rispondere, anche perché bisogna capire cosa sia questa Bellezza.
Ritengo che la costanza nella pratica meditativa possa portare ognuno di noi a rispondere a questa difficilissima domanda e soprattutto possa portarci addirittura a trascendere l’immagine, ovvero la forma attraverso la quale si manifesta la forza.
Pervenendo alla visione incondizionata della forza che corrisponde dunque alla Conoscenza acquisita tramite l’Intelletto, relativa nell’albero sefirotico a Chokmah, possiamo pervenire alla Conoscenza della Verità, ovvero della Volontà di Dio. Potendo immergerci in questa “Luce”, diveniamo un contenitore di Verità, diveniamo il Sacro Graal che contiene l’Acqua ed il Sangue di Cristo e quindi diveniamo manifestazione della presenza di Dio, Shekinah.

Ecco che, attraverso questo breve articolo, possiamo capire l’importanza di quanto affermato da alcuni Fratelli che parlano dell’Era dell’Intelletto e della sua prossima venuta.
In effetti, questa conoscenza non è mai scomparsa, ma si è tramandata nel tempo attraverso ordini monastici, gruppi di studio esoterico, organizzazioni iniziatiche e singoli uomini che sondano nel profondo. Oggi ne stiamo riparlando, facendo riferimento spesso alla conoscenza degli antichi egizi, ma non è una novità.
Ritengo inoltre che questo tipo di “Conoscenza” non sia per tutti poiché non tutti abbiamo le stesse necessità e lo stesso desiderio. È, così come è sempre stata, una Conoscenza Iniziatica e tale rimarrà. Questo ovviamente comporta una rivalutazione dell’attuale stato delle organizzazioni iniziatiche, tra cui la Massoneria. Quest’ultima in particolare deve tornare ad essere espressamente iniziatica e non più speculativa o ancor peggio lobbistica e filantropica. Ciò comporterà inevitabilmente il drastico diminuire del numeri di Fratelli che compongono le Logge, ma se si vuole effettivamente portare avanti un discorso relativo all’Era dell’Intelletto, non vedo altra strada che il desiderio della Conoscenza Intellettiva la quale, come precedentemente espresso, non è per tutti.

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